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Misfatti e Menzogne

Giuliano Bignasca condannato per ingiurie - 12 maggio 2012

Il leader leghista ritira l’opposizione al decreto: Giuliano Bignasca accetta la condanna per ingiuria
(La Regione del 12 maggio 2012)

Nell’“Aggiornamento processi”, comunicato ogni venerdì alle redazioni dalla Pretura penale, l’atteso dibattimento a carico del presidente della Lega per ripetuta ingiuria – previsto inizialmente per martedì prossimo (vedi laRegioneTicino del 28 marzo) – non figura. Motivo? Giuliano Bignasca ha ritirato l’opposizione al decreto d’accusa emesso nei suoi confronti nel dicembre 2010, in seguito alle querele sporte da Adriano Censi e da Chiara Simoneschi-Cortesi . L’avvocato luganese e l’ex consigliera nazionale si erano ritenuti vittime di reati contro l’onore in relazione ad affermazioni contenute in quattro articoli pubblicati fra il 2009 e il 2010 dal settimanale di Bignasca, il Mattino .

Il processo è saltato, ma non la condanna. Ritirando l’opposizione, il presidente leghista ha infatti accettato la condanna, per ripetuta ingiuria, a una pena pecuniaria di tremila franchi, corrispondente a venti aliquote da 150 franchi, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di tre anni. A Bignasca viene inoltre inflitta una multa di mille franchi, cui si aggiungono 300 franchi tra spese giudiziarie e tassa di giustizia: 1’300 franchi in totale, dunque, somma questa da pagare. Il decreto d’accusa a carico di Bignasca è stato firmato il 14 dicembre del 2010 dall’allora procuratrice pubblica Rosa Item. Più di duecentosessanta le denunce accumulate da Bignasca negli ultimi vent’anni, ha ricordato ieri la Rsi , secondo la quale una trentina sarebbe ancora inevasa.