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Giò Rezzonico

«Fatto sta che non si può accettare senza indignarsi l’escalation di violenza verbale proposta ultimamente dal “Mattino della domenica” e da “10 Minuti”. Violenza che ha raggiunto il culmine con la pubblicazione della testa mozzata ancora sanguinante di Paolo Bernasconi, reo di avere criticato la grande famiglia Bignasca ed i suoi metodi politici.

Hanno poi dell’assurdo gli insulti rivolti a un giornalista della Rsi, Renato Minoli, che ha semplicemente fatto il suo mestiere informandosi e informando sulla morte dell’ex deputato leghista al Gran Consiglio Rodolfo Pantani. Da che pulpito, viene da chiedersi, “10 Minuti” e “il Mattino” danno lezioni di giornalismo corretto, dopo avere raccolto oltre 240 denunce in vent’anni? Naturalmente anche il nostro giornale, reo di non tacere, è entrato nella lista dei cattivi di “Mattino” e “10 Minuti”. Eppure il Ticino assiste a questa pericolosa escalation di violenza tacendo: sia i partiti, sia la maggioranza dei cittadini, sia gran parte della stampa. Preoccupante anche il silenzio dei due consiglieri di Stato leghisti, sempre più complici di questa situazione, nonostante in governo dimostrino indipendenza dai diktat di Via Monte Boglia.»

Giò Rezzonico, Il Caffè, 8 gennaio 2012