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Rassegna stampa

Dieci anni di malattia_24 novembre 2017

Dieci anni di malattia, un percorso di consapevolezza

di Giosanna Crivelli per  http://guarigionecreativa.ch/

Una biografia può essere raccontata in vari modi. La cronologia lineare non definisce il presente.

Del passato sono importanti i frammenti che danno un impulso di trasformazione.

Il mio passato recente, e sono quasi dieci anni, è stato determinato da una malattia tumorale, ripresentatasi a quattro riprese.

È diverso il parlare di malattia da fuori o da dentro, e credo che valga anche per chi ha a che fare con la malattia per professione. Nessuno sa come reagirebbe se succedesse di ammalarsi di tumore.

Quando mi è successo mi sono detta:” È cambiato tutto, ma non è cambiato nulla, io sono la medesima persona di prima, cambiano dei parametri, devo confrontarmi con i limiti che la malattia pone e vederla come un’occasione di trasformazione.” La malattia mi ha portato a togliere stratificazioni per arrivare al nocciolo vulnerabile di quell’io, e gli ha dato un contesto differente, maggiormente collegato con l’universo, e con il senso del vivere e del morire.

La malattia, come la vita, ha una parte di mistero, non si può sapere con certezza il perché o i perché.

Ammalarsi è un avvenimento inaspettato, è come essere in viaggio per una destinazione, e trovarsi su un aereo che viene dirottato, e che atterra su un pianeta sconosciuto. Un pianeta da esplorare, che richiede nuove e diverse capacità di orientamento. Nel mio percorso di esplorazione del pianeta malattia, per non perdermi ho dovuto attingere alle mie risorse, apprendere a gestire l’incertezza, attivare tutte le energie positive. È stata un’occasione per rendermi conto del valore della forza creativa, che è stata la salvezza per la mente e lo spirito.

Ho fatto l’esperienza che la fotografia, il mio strumento creativo, mi ha aiutata nell’accettare i limiti che la malattia e le cure pongono, soprattutto una malattia come il cancro, che è una malattia del troppo.

Il limite coincide con l’inquadratura fotografica, cercare l’inquadratura per scattare una fotografia vuol dire porre un limite al troppo che ci circonda, è un restringere il campo, è un fermare il tempo, è un porre l’attenzione, è un dare valore, è la risposta a un richiamo conscio o inconscio, è un modo per rendere significante ed intenso quel limite.

Il mio linguaggio fotografico è cambiato.

Su questo cammino di esplorazione ho creato alcuni ancoraggi per capire quello che stavo vivendo, ho creato dei momenti espressivi che rispondevano a una necessità di comprensione, anche per trasmettere un messaggio ad altre persone ammalate, il messaggio che la malattia, spesso percepita come oscurità, ha la sua parte di luce.

Anni or sono ho organizzato una serata: “Io ho il cancro, e tu? Mi manifesto, ti coinvolgo, ti faccio pensare, ti faccio reagire.” Il titolo è forse un po’ provocatorio: Io ho il cancro, e tu? “E tu” può voler dire tante cose: Anche tu ce l’hai? Tu come reagisci? Tu come ti comporti? Tu cosa pensi? Tu come mi percepisci? Tu come sei cambiato nei miei confronti? Tu che paure hai? Tu come ti identifichi?

Rispondendo ad una ricerca di chiarezza è nato anche un breve filmato, di cui io sono la regista e protagonista, anche per dire che si è sempre i registi della propria vita. È il filmato di un viaggio, intrapreso per trovare risposta alla domanda “Quale visione del futuro puoi avere se confrontato con una tenace malattia tumorale?” Il titolo del filmato è “La luce dell’ombra”, il viaggio mi ha portata a perdermi e a ritrovarmi nella Foresta Nera, in senso reale e metaforico.

Un percorso che, per intuito e per coincidenze, mi ha portata a pensare in gruppo al progetto “Guarigione creativa”, incontrando persone che, come me, utilizzano il loro strumento creativo per ampliare la propria consapevolezza riguardo al significato del vivere.

Vorrei anche dire che non bisogna ammalarsi per raggiungere maggiore coscienza.

Con questo progetto proponiamo un percorso a persone desiderose di uno scambio di vissuti, a persone ammalate, ma anche a persone che cercano antidoti alle negatività con cui sono confrontate, per orientarsi, per crescere insieme, per dare valore alla relazione con gli altri, per condividere, per non isolarsi.

È un percorso di consapevolezza, di prevenzione, di trasformazione.