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Rassegna stampa

Il problema resta

‘La norma è chiara? Ma il problema resta’

La Regione del 29 settembre 2017

Non ci sono trattati di Schengen o Dublino che tengano: non per la Pretura penale di Bellinzona almeno. «Fa stato il principio della legalità», ha sottolineato il giudice Quadri. Ma per Lisa Bosia Mirra e quanti le sono al fianco c’è molto di più in gioco. «Intimamente – ha ammesso, ieri mattina, subito dopo la lettura del verdetto – devo capire se posso accettare che vi siano persone che hanno dei diritti e altre che non possono beneficiarne». La co-fondatrice di Firdaus fatica a farsene una ragione. Anche se dalla sentenza è uscito chiaramente che la legge non si può infrangere, neppure per motivi umanitari. «Sta di fatto che queste persone hanno dei diritti limitati. Prendo atto della decisione, ma il problema – ha rilanciato – rimane». La 43enne confida che la situazione possa cambiare, soprattutto in vista delle misure inserite nell’accordo di ‘Dublino 4’. «Si tratta di cambiamenti importanti – ha voluto ricordare –. Oggi, in effetti, siamo chiamati a dare delle risposte diverse. Esula dal tribunale di Bellinzona? In ogni caso ci riguarda tutti come cittadini. E se la mia vicenda, visto che mi ci trovo, aiuterà a modificare questo stato di cose, allora va bene». La condanna, insomma, non ha scalfito le convinzioni di Lisa Bosia Mirra. Che lo aveva dichiarato apertamente pure una settimana fa, a chiusura del dibattimento: «Può sembrare naïf – aveva riconosciuto prendendo la parola –, ma non comprendo per quale ragione io ho il diritto di spostarmi e se questa sera ho bisogno di andare a casa lo posso fare, e loro, invece, no. Il giorno in cui qualcuno me lo spiegherà, sarò in pace. Sino ad allora l’ingiustizia rimane».