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Rassegna stampa

Inettitudine

Inettitudine

(il Caffè del 18 giugno 2017)

Come una reiterazione eterna della commedia dell’assurdo leghista-ticinese. Il Bignasca, fratello del Giuliano fondatore della Lega, cioè l’Attilio, una ne pensa e cento ne spara. Tanto che gli costa! Prima s’inventa di voler espatriare. Me ne vado in Sardegna. E tutti a pregarlo di non abbandonarli.
Qualche settimana e dalla commedia l’Attilio passa alla drammaturgia. Altro annuncio altisonante, questa volta più aderente all’antipolitica costruita dal leghismo imperante dell’ultimo decennio.
La spara così: raccogliamo 15mila firme e destituiamo il governo. Non si può, urla, fare marcia indietro sulla richiesta del casellario giudiziale agli stranieri che vogliono lavorare o addirittura dimorare in Ticino!
Basta con Berna, con Roma e ora anche con Bellinzona! Ma persino la stampa amica gli dà dell’esagitato. E lui, come se niente fosse, qualche passo indietro lo fa dicendo che sì, in effetti, 15mila firme... Meglio forse chiedere una legge ad hoc... Ma intanto qualcuno abbocca. Il presidente dell’Udc, Marchesi, scrive all’Attilio: "Sono con te". Fatto è che nel frattempo il Bignasca è già passato oltre: annuncia di volersi trasferire nel Comasco. Non più in Sardegna... Chissenefrega del governo!
Come nel Sorpasso! Uno più avventato dell’altro. Poi la tragica conclusione. Per inettitudine etica.

18-06-2017 01:00