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Rassegna stampa

Una storia semplice - 26 dicembre 2016

Corrado Mordasini (Gas, 26 dicembre 2016)

Che ci sono brave persone anche tra gli imprenditori è ovvio e assodato. Questa è la storia di uno di loro, non meno gentile e intelligente, riflessivo e pacato di chi, nonostante avesse di fronte una tentazione, ha deciso di essere onesto. Insomma, una storia di gente onesta, una di quelle storie che ci fanno dire che forse un altro mondo è possibile, e se non è possibile, comunque può esiste negli interstizi dell’avidità e della grettezza.

È la storia di Carlo Merenda. Un nome già carino di suo, che evoca fette di pane e miele e tazzoni di cioccolata. Merenda è un imprenditore della zona di Lecce, nell’arida e assolata Puglia, Lecce dai muri bianchi e barocchi di piazza Sant’Onofrio. Lecce dal cielo azzurro che ci fa soffrire di malinconia. Merenda è distratto, forse è una bella giornata e sta guardando il mare, distratto perde il portafogli. Sapete com’è quando ce ne accorgiamo, quel tuffo al cuore: non tanto per i soldi, o almeno non di solito, ma le tessere, la carta d’identità, la patente…

Merenda cerca di pensare a dove può averlo lasciato, probabilmente maledicendosi mille volte. Finché un suo dipendente non lo chiama al telefono.

Il suo portafogli è stato ritrovato. 250 ero in contanti, mica pochi al giorno d’oggi, con la crisi che c’è, soprattutto al Sud, carte e documenti. Dalla rassegnazione, Carlo passa all’euforia, ma dove è saltato fuori?

Un ragazzo marocchino, che aveva una bancarella davanti al posto dove a Carlo è scivolato il portafoglio, lo nota. L’ambulante raccoglie il borsello, risale all’indirizzo e telefona? No. Fa 40 chilometri d’auto e consegna personalmente il portafoglio a Carlo.

Merenda affida ai social la sua storia. Una storia di onestà e lavoro. Una storia semplice semplice e gradevole, come gli arbusti profumati del tavoliere di Puglia. E termina il suo racconto con una bellissima frase:

“Mi sono vergognato, se ho ritenuto lontanamente possibile che l’onestà potesse avere le sfumature di un colore: il colore della pelle”.

Le sfumature sono quelle della terra. Marrone, ocra, rosa, giallo. Le sfumature rendono ricca la terra e la vita degli uomini e delle donne che la popolano. Storie così non dicono che i marocchini sono onesti, ma che certe persone lo sono e sono distribuite come la terra. Anche quando il suolo è nero e scabro, all’improvviso una striscia rossa o gialla ti attraversa la strada. Il terreno cambia e così gli strati geologici. La gente è diversa, o forse a volte molto più simile e pulita di quanto crediamo.