...è ora di svegliarsi

Cerca nel sito

Iscrizione Newsletter

Seguici su Facebook !

Rassegna stampa

Petizione a Berna sull'asilo negato - 5 dicembre 2016


Il Caffé del 5 dicembre 2016

Una petizione per rispettare il diritto svizzero sull’asilo e contro le ingiustizie. Un appello, indirizzato all’assemblea federale e, per la parte di sua competenza, al Gran Consiglio ticinese. L’iniziativa (informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.) è stata presentata ieri, sabato, nell’ambito della manifestazione "Storie di migrazione di ieri e di oggi", organizzata dal Gruppo Harraga al Lux art house di Massagno. La petizione è accompagnata dalla segnalazione di otto casi in cui guardie di confine e poliziotti avrebbero "violato il diritto svizzero sull’asilo e le regole contemplate nei trattati internazionali", nonché quelle "sulla protezione dei minorenni non accompagnati e sul ricongiungimento familiare". I casi sono stati denunciati da Amnesty International, dall’Organizzazionee svizzera di aiuto ai rifugiati, dall’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazioni e da Medici senza frontiere. Nella lista, ad esempio, c’è la vicenda di due fratelli che presentano domanda d’asilo al valico di Chiasso: uno viene respinto, l’altro,invece, è accompagnato al Centro di registrazione. Non meno inquietanti altri due casi: marito e moglie che presentano domanda di asilo, sempre a Chiasso: l’uomo viene respinto, la moglie no, stessa sorte per tre sorelle, due sono respinte, la terza no.  Contro trattamenti così differenti, frutto a, quanto sembra, dell’esercizio di un potere discrezionale, nella petizione si chiede che per tutti i profughi che domandano asilo siano messi a disposizione un consulente legale, un interprete e un mediatore culturale sin dal primo colloquio. Inoltre, si domanda che chi chiede asilo sia accompagnato al Centro di registrazione e che nessun respingimento possa essere adottato da polizia o guardie di confine, che devono essere coordinati da un ufficiale. Un’altra richiesta è quella di una campagna di sensibilizzazione per accogliere in famiglie svizzere i profughi minorenni non accompagnati. Inoltre, viene sollecitata l’applicazione di un paragrafo, il 17, del preambolo della Regolamento di Dublino III: " Uno Stato può derogare i suoi criteri di competenza, in particolare per motivi umanitari e caritatevoli" se si tratta di casi di ricongiungimento familiare.

04.12.2016