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Rassegna stampa

Due esempi di umanità - 26 novembre 2016

Reset-Diritti umani premia don Feliciani e don Della Valle per il loro aiuto ai migranti

‘Due esempi di umanità’

Il parroco di Chiasso: ‘Questo riconoscimento va a tutta la comunità’. Per Bernasconi sono uomini che non agiscono in base ai confini politici.

di Daniela Carugati (La Regione del 26 novembre 2016)

Sono due uomini. Ma sono anche due preti. Due sacerdoti di frontiera per i quali il confine, quello politico, di fatto non conta. Non davanti a uomini, donne e ragazzi in cerca di un rifugio in Svizzera e in Italia. Due esempi di umanità, quelli di don Gianfranco Feliciani e don Giusto Della Valle, che l’Associazione Reset-Diritti umani ha deciso di premiare.

Sullo sfondo della settima edizione di ‘WeWorld Film Festival’, ieri sera a Milano, nella sala Franca Rame del palazzo Unicredit Pavillon, il parroco di Chiasso e il parroco di Rebbio (Como) hanno ricevuto il riconoscimento sulla ‘laudatio’ dell’avvocato Paolo Bernasconi, presidente del Festival e Forum del film per i diritti umani. La motivazione? Don Gianfranco e don Giusto, si legge, “non hanno chiesto passaporti, non hanno selezionato nessuno sulla base del colore della pelle, delle loro aspirazioni, della loro provenienza o del loro genere. Hanno invece trovato soluzioni a un fenomeno che in troppi vogliono strumentalizzare oppure dimenticare”. Insomma, ai muri hanno preferito i ponti.

Raggiungiamo don Feliciani a qualche ora dalla trasferta a Milano. «È un premio, questo, che va a tutta la comunità – si schermisce subito –. Io ho dato voce a quanto accadeva, altri si sono rimboccati le maniche», sottolinea. Del resto, ricorda, «sono un migrante anch’io». E a ben guardare, un po’, lo siamo tutti. Ci rimanda al pensiero di papa Francesco, quando da Lampedusa, ha richiamato a tutti come “i migranti non sono una minaccia, ma un invito a ripensare il nostro sistema di vita”. Un viatico importante.

 Riflettori sulla realtà dolente

Nella pratica quotidiana, in effetti, questi due sacerdoti a cavallo del confine, fa presente dal canto suo Paolo Bernasconi, hanno praticato la misericordia – «e per la misericordia le frontiere non esistono» – aiutando centinaia di migranti.

E tra loro le donne, le prime vittime di questa situazione.

Proprio quest’anno ‘WeWorld’ ha scelto di accendere i riflettori (e il grande schermo) sulla condizione femminile in Italia e nel mondo: filo conduttore di una ‘tre giorni’ intensa le ‘donne straordinarie’. «E lo sono anche le migranti sconosciute», fa notare ancora Bernasconi. Premiare i due parroci, quindi, è un po’ come dare loro voce, ci fa capire. Come riportare, una volta di più, l’attenzione su di un fenomeno, quello dei flussi migratori, che oggi come ieri continua a premere alla frontiera sud dell’Europa e della Svizzera. Anche se, dopo l’‘emergenza’ dei mesi estivi, molte telecamere si sono spente.