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Rassegna stampa

Perché sveliamo le menzogne del leghismo - 16 ottobre 2016

Libero D’Agostino (Il Caffè del 16 ottobre 2016)

Confessiamolo. Abbiamo avuto forti dubbi sul pubblicare o meno le liste della Commissione paritetica per l’edilizia e il genio civile, da cui si vede che la Bilsa, l’impresa di Attilio Bignasca, coordinatore della Lega, continua ad assumere frontalieri e lavoratori italiani distaccati, quelli che possono lavorare in Ticino solo per 90 giorni.

Abbiamo avuto dei dubbi perché per noi ogni imprenditore, Bignasca compreso, deve avere la libertà di assumere chi vuole, sempre nel rispetto delle regole vigenti. Sacrosanto cercare di dare lavoro alla manodopera residente, ma questo è più che altro un problema di sensibilità sociale, perchè non è con le leggi, e relativi obblighi, che si creano nuovi impieghi. Altrettanto giusto sanzionare, moralmente e amministrativamente, chi usa la manodopera d’oltre confine per fare pressing salariale, perché tutti i lavoratori siano essi frontalieri, distaccati o residenti, hanno diritto alle stesse tutele. Detto ciò, ci siamo decisi a pubblicare quelle liste perché, come già avevamo fatto nel 2014 con quelle dei “padroncini”, esse svelano la Grande Bugia su cui i leader della Lega hanno costruito la loro fortuna elettorale.

In questi giorni si è molto discusso dell’inviato delle Iene che ha colto Attilio Bignasca in flagranza di bugia, sui metodi “cafoni” - così sono stati definiti - della trasmissione di Italia1, ma è il solito guardare al dito e non alla luna. E la luna ha il faccione rubizzo di Attilio Bignasca che “Prima i nostri” o no, che iniziativa contro l’immigrazione di massa o no, continua ad assumere manodopera d’oltreconfine. Ha la faccia di quella Lega, che assieme all’Udc, ha fatto dei frontalieri, dei lavoratori distaccati e dei “padroncini” il nemico numero 1 del Ticino. Deformando con le loro forsennate campagne anti-italiani la realtà vera del mondo del lavoro e delle imprese in Ticino. Al punto che oggi sotto la pressione di questa offensiva si stanno introducendo nel cantone misure protezionistiche e d’inedita ingerenza statale che minacciano pesantemente la libertà d’impresa e la stessa libertà contrattuale degli imprenditori. I capisaldi su cui storicamente si è fondata la crescita economica della Svizzera.

Ma questo è solo un capitolo della Grande Bugia leghista. Una narrazione menzognera della realtà che ha visto un movimento che era contro le tasse, tassare con i suoi ministri persino posteggi e spazzatura, che era contro i radar e ora li usa senza riguardi per fare cassa, che si batteva contro l’ipertrofia della pubblica amministrazione, ma che oggi ha i suoi “fuchi di Stato”.