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Rassegna stampa

Il LAC merita di meglio - 03 ottobre 2016

di Matteo Caratti (La Regione del 3 ottobre 2016)

Questa sera il Consiglio comunale di Lugano deciderà quale sarà la squadra chiamata a ‘governare’ il Lac e se nel Consiglio direttivo vi sarà o meno Giovanna Masoni. Prendendo atto di quanto successo negli ultimi anni e mesi non vi è dubbio che anche queste nomine si siano trasformate in una ghiotta occasione per saldare conti politico-partitici. Fin troppo evidente (impudico?) è lo scambio di favori fra Ppd e Lega. Sostenendo Roberto Grassi, pipidino e rappresentante della finanza lacustre, la Lega otterrà a sua volta l’aiuto del Ppd in appoggio alla candidatura dell’ex ministra Patrizia Pesenti, presentata (a sorpresa) non dal Ps, ma dal partito di Bignasca. L’operazione, tessuta fuori dalla stanza dei bottoni del polo culturale, dopo il pensionamento di Giorgio Giudici, permetterà così di fare largo al nuovo (si far per dire…) che avanza e assestare un ‘uppercut’ anche all’ex vicesindaca ed ex responsabile del Dicastero cultura della città Giovanna Masoni. A colei che tanto si è prodigata per far nascere il pargolo.

Insomma, l’asse preferenziale Lega-Ppd, complice anche il voto segreto, metterà verosimilmente ancora nell’angolo il Plr. Ma l’operazione di spartizione e di esclusione di chi si è rimboccato le maniche con tenacia in tempi molto avversi, ha secondo noi un retrogusto che va ben oltre la manciata di poltrone in ballo. E questo anche se, lo si sa, in politica la gratitudine è merce rara. Ricordate? Solo un anno fa chi c’era a fare gli onori di casa mentre ci si apprestava a tagliare il nastro del Lac? Accanto a Marco Borradori (“fresco” d’elezione), c’era lei, Giovanna Masoni, che in quell’occasione insistette proprio sul fatto che la nuova creatura era dei luganesi e di tutti i ticinesi e che andava amata e aiutata a crescere (‘Abbiate cura del Lac’ dixit). Si capiva che ci aveva messo l’anima. In particolare l’avevamo apprezzata per il suo discorso di ampio respiro culturale, rivolto a un cantone spesso chiuso che in quel magico momento alzava lo sguardo. Apprezzata, non da ultimo, anche perché ben ricordavamo i feroci titoli del ‘Mattino’ che per anni aveva strumentalmente attizzato la polemica contro il progetto e contro di lei, creando un clima avvelenato dove la cultura e il suo centro erano diventati ostaggi. Un progetto che oggi pensiamo non potrebbe non esserci e che sta navigando bene. Per questo, constatare che chi oggi tira le fila dell’emarginazione di Masoni sia proprio la parte politica che ha remato contro rischiando di far naufragare il tutto, ci pare (è un eufemismo) ingiusto. E che lo si faccia per ragioni politiche (castigare il Plr) e anche nel timore di non riuscire a tener testa a una persona che, per capacità, competenze e determinazione, potrebbe dare fastidio, rende il tutto ancora meno digeribile. Il Lac merita di meglio di queste ‘guerrette’ molto (troppo) ceresiane. E la cultura con la C maiuscola pure. L’ultima palla della partita è nel campo del Consiglio comunale. Comunque vada, riconosciamo alla madrina del Lac di volersi battere. Ha dato (intelligentemente). E vuole ancora (legittimamente) dare.