...è ora di svegliarsi

Cerca nel sito

Iscrizione Newsletter

Seguici su Facebook !

Rassegna stampa

Il Partito dell'illegalità - 3 settembre 2016

di Corrado Mordasini

Poi non parlerò più di Lisa Bosia, lo prometto. Lei però mi è funzionale per fare un discorso su colpe, pesi e misure. Premettendo che quello che ha fatto Lisa è un atto di disobbedienza civile contro una violazione di una legge sui diritti del fanciullo, mi permetto una disquisizione su ciò che ritengo giusto e cosa sbagliato.

La sinistra ha una lunga tradizione di disobbedienza civile. Ce lo insegnano le marce per i diritti civili negli Stati Uniti, con le conseguenti violazioni della segregazione razziale negli anni ‘50, le lotte e i boicottaggi in Sudafrica, ultimo Stato dove vigeva l’apartheid tra neri e bianchi, le braccia aperte del pastore Rivoir e di coloro che fecero entrare illegalmente i profughi cileni nel ’74. E non parliamo delle suffragette e delle violazioni delle leggi perpetrate dalle donne che con la loro resistenza passiva e attiva portarono l’universo femminile ad avere il diritto di voto. Diritto che non era previsto dalle leggi di allora.

Le leggi, appunto.

Chi è contrario all’atto di Lisa Bosia Mirra, invoca le leggi dicendo che non vanno violate. Un’amica faceva giustamente notare come metà Ticino fosse diventato immediatamente integerrimo. La Lega chiede le dimissioni della Mirra, dimenticando volutamente che è proprio questo partito ad aver più volte istigato alla disobbedienza civile o alla violazione delle leggi, con manifestazioni illegali come la carovana della libertà, la taglia sui radar o l’invito a non pagare le tasse o il canone televisivo. Stendiamo poi un velo pietoso sui continui attacchi alla magistratura per delegittimarne il lavoro e i teatrini del compianto fondatore della stessa in tribunale con la toga e la pistolina ad acqua. Dimissioni in blocco? No, in fondo ci può anche stare che si vada ogni tanto fuori dalle righe se non si fa male a nessuno. Ma non venite a fare i superiori. Non fateci la morale.

Il punto è un altro. Lisa Bosia ha fatto quello che ha fatto non per ledere i diritti di qualcuno, ma per salvaguardarne altri. Perché ci sono leggi internazionali ed europee che sanciscono il diritto ai minori di avere assistenza. Lisa non ha commesso un crimine volto a fare del male a qualcuno, non ha rubato o rapinato. Gli stessi obiettori di coscienza militari, come lo fui io, e anche un po’ da pirla, lasciatemelo dire, perché lo feci dopo la scuola reclute e due corsi di ripetizione, venivano incarcerati come criminali. Migliaia di svizzeri nel dopoguerra passarono mesi in galera per le loro convinzioni etiche, perché una legge impediva loro di fare il servizio civile. Servizio civile che ci sembra così normale oggi.

Senza Rosa Parks, oggi i neri in America avrebbero dei posti separati sugli autobus. Senza Gandhi e le sue marce pacifiche l’India non avrebbe l’indipendenza. Senza Millicent Fawcett le donne non avrebbero il voto, senza Nelson Mandela, i neri sudafricani non potrebbero fare l’amore con una bianca.

Le leggi sono fatte dalle donne e dagli uomini. Sta a loro cambiarle quando sono inique o violano i diritti di qualcuno. Semplice.

Ed è quello che vorremmo fare noi. Dire che una legge è sbagliata e che chi la viola in fondo non fa nessun male. Rivendicando il diritto dei minorenni profughi al ricongiungimento familiare o al diritto d’asilo.