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Rassegna stampa

Il dramma personale del PS - 2 settembre 2016

della Redazione

Il Partito Socialista coglie l’occasione per sottolineare come la vicenda che ha coinvolto la sua deputata si inserisce nel dramma personale che si consuma quando la propria coscienza è spinta ad infrangere la legge perché non la si ritiene giusta da un punto di vista etico. Questo dilemma accompagna la democrazia da sempre e anche in futuro continuerà ad accompagnarla.”

Ecco, belle parole, forse questa frase però avrebbe dovuto essere all’inizio del comunicato che il Partito Socialista ha fatto pochi minuti fa. Avrebbe dovuto, perché alla base del suo popolo c’è l’empatia per l’altro, per il diseredato, per lo sfortunato, per chi ha meno di tutti. Queste parole, parche e misurate, raccontano sì il dramma di chi nello Stato crede, ma si arroga anche il diritto di dissentire se questo stesso stato viola le leggi nei confronti di chi ha meno di tutti.

Certo che ci teniamo ai ticinesi, ci mancherebbe altro, è anche vero però che se a questi poveri disgraziati non ci pensa la sinistra possono marcire al sole come frutta andata a male. Il PS ci tiene comunque a ribadire quanto si sta facendo da mesi, e non solo alla frontiera di Chiasso:

La frontiera di Chiasso è una delle tante frontiere interne al nostro continente alle quali il problema gigantesco della migrazione si riproporrà fino a quando le nazioni europee, Svizzera compresa e l’Unione europea non avranno finalmente deciso una politica comune dignitosa, diversa dal caos attuale.

Una politica dignitosa, appunto, degna di un paese civile e della sua tradizione umanitaria e diplomatica. Il partito oggi ha fatto pressione sui suoi deputati alle camere federali per approfondire il tema dei migranti e per gestire in modo differente la frontiera a Sud.

La situazione venutasi a creare in Ticino e a Como- prosegue il comunicato-, conseguente al massiccio numero di procedure di riammissione in Italia, merita un serio approfondimento quanto alle prassi adottate per distinguere le persone da inviare al centro di registrazione dei richiedenti asilo e le persone soggette alla procedura di riammissione in Italia, in particolar modo per quanto riguarda i minori non accompagnati.

Speriamo che non si perda troppo tempo ad approfondire e che si agisca. Le genti ferme alla frontiera guardano il cielo con occhi spenti, perché non sanno che sarà di loro.