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Rassegna stampa

Lisa Bosia é un'eroina - 1 settembre 2016

Giungono le prime reazioni al fermo della deputata. Tra chi invita a seguirne l'esempio e chi a non offenderla

Ha subito fatto il giro della Svizzera, e pure della vicina Italia, la notizia del fermo della deputata socialista Lisa Bosia Mirra, intercettata questa mattina dalle Guardie di confine al valico incustodito di San Pietro di Stabio mentre faceva da vedetta per il trasporto di quattro migranti minorenni dall'Italia alla Svizzera.

C'è chi invoca le sue dimissioni, ma c'è anche chi la sostiene, come ad esempio la consigliera nazionale Ada Marra, che su Twitter, in italiano, esprime il suo "sostegno a Lisa Bosia Mirra".

"Quando l'essere umano finalmente è messo in avanti" scrive la socialista vodese. "Anche con un prezzo da pagare."

La presidente della Gioventù Socialista Tamara Funiciello scrive invece, sempre su Twitter, che "Lisa Bosia Mirra è un'eroina!" e invita a seguirne l'esempio.

"La nostra Lisa" scrive invece Nadia Pittà (Verdi) su Facebook. "Mi hanno appena informata di quanto avvenuto. Ho letto il titolo e mi sono seduta. Poi ho cercato di capire meglio e ho cercato informazioni. Si tratta di minorenni."

"Mi piacerebbe conoscere chi sono questi minorenni" prosegue l'ex socialista. "Magari sono casi che avrebbero avuto diritto all'asilo, ma questo diritto è stato loro negato? E magari il negare questo diritto comporta una violazione delle Convenzioni e delle leggi vigenti da parte dei funzionari? Dove sono questi minorenni e quali sono le loro storie? Dove sono i loro familiari? Queste per me sono domande cruciali. Voglio sapere. Non mi interessa trarre conclusioni, tanto meno conclusioni dal sapore pietista."

"Lisa è una persona che stimo e ammiro molto, per il cuore, per la forza e il coraggio. E la stimo molto per quello che ha fatto e quello che fa. Gli ostacoli nel rendere pubbliche delle violazioni che lei ha potuto osservare da vicino, parlando con le persone sono in certi momenti delle montagne insormontabili. E i mezzi per arrivare a far luce su questi casi peggio ancora. Le sono vicina e sono certa che le risposte non tarderanno ad arrivare" conclude Pittà. "Lisa ti abbraccio e ti sono vicina, sempre."

Il compagno di partito Carlo Lepori per commentare la vicenda ha invece fatto ricorso alla storia, ripescando Paul Grüninger: "Nel periodo tra l'Anschluss dell'Austria al Terzo Reich e l'inizio della seconda guerra mondiale, quando il governo federale svizzero chiuse le frontiere nei confronti soprattutto dei fuggiaschi ebrei provenienti della Germania e Austria, Grüninger predatando gli ingressi dei fuggiaschi e falsificando altri documenti necessari per entrare in Svizzera, aggirò gli ordini federali permettendo così a 3600 ebrei di entrare in Svizzera. Per tali violazioni nel marzo 1939 il governo sangallese avvia un'inchiesta amministrativa contro Grüninger e poco dopo un procedimento penale. Nell'aprile 1939 viene sospeso dalla carica con licenziamento immediato e gli venne revocato il diritto alla pensione. Nel 1940 venne condannato al pagamento di una multa di 300 franchi per violazione del segreto d'ufficio e falsificazione di documenti. Pochi mesi prima della sua morte venne riconosciuto Giusto tra le nazioni. Tentativi di riabilitazione furono bocciati dal governo sangallese nel 1968, 1969, 1970, 1984 e 1989. Nel 1995, 23 anni dopo la morte di Paul Grüninger, lo stesso tribunale di San Gallo che lo condannò riaprì il caso e lo assolse. Nel 1998 il governo cantonale pagò agli eredi le somme che sarebbero spettate al capitano Grüninger. Con tali soldi venne creata la Fondazione Paul Grüninger."

Il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri ha dal canto suo pubblicato il seguente commento, su Facebook: "Chissà come mai, il loquace PS del "non siamo spalancatori di frontiere", del "nessuno di noi sostiene l'immigrazione clandestina", del "sono tutte balle del Mattino razzista e fascista", ha inspiegabilmente perso la favella. Ovviamente la presunzione d'innocenza vale anche per la deputata Bosia Mirra. Ma, se un parlamentare leghista fosse stato fermato con qualsiasi ipotesi di reato, tempo dieci minuti ed i compagni dalla morale a due velocità avrebbero già intasato di comunicati e di richieste di dimissioni sia la stampa che l'ufficio presidenziale del gran consiglio."

"PS: chiedo a tutti di evitare commenti offensivi che, oltre a rischiare di essere penalmente perseguibili, servono solo a passare dalla parte del torto. Grazie" conclude Quadri.

Il deputato comasco della Lega Nord Nicola Molteni si chiede invece se Lisa Bosia Mirra ha preso soldi dall'Italia. "Arrestata per favoreggiamento all'entrata illegale!" scrive Molteni su Facebook. "Questa deputata socialista Svizzera per oltre 1 mese ha comandato e dettato legge nel campo d'accoglienza davanti alla stazione San Giovanni di Como, la paladina dei clandestini! Ha dato lezioni di legalità e umanità! Le istituzioni locali italiane le hanno dato spazio, visibilità, attenzione, l'hanno considerata un interlocutore serio e affidabile. Ora è stata arrestata! Al ministro Alfano chiediamo spiegazioni: questa deputata e la sua associazione hanno preso soldi dal governo italiano per i servizi di accoglienza prestati in stazione San Giovanni a Como?"

Redazione | 1 set 2016 14:0