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Rassegna stampa

Violazioni del diritto - 31 agosto 2016

“Al confine ci sono state violazioni del diritto”

 “Al confine ci sono state violazioni del diritto”, questo è quanto Associazione Firdaus, Amnesty International Svizzera e Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione hanno denunciato in una conferenza stampa congiunta questa mattina a Chiasso.

Niente di nuovo per noi di Gas, che da settimane pubblichiamo reportage, dossier e commenti sul mancato rispetto di leggi e trattati internazionali alla nostra frontiera sud. Niente di nuovo per noi, sì, ma è un bene che si inizi a parlare più diffusamente di questioni come la riammissione forzata dei minori. L’avvocato Anna Brambilla dell’ASGI e Denise Graf di Amnesty sono state infatti concordi nell’affermare come oltre che essere una pratica illegale, perché ad esempio con i minori non si applica il regolamento di Dublino ma, anzi, possono chiedere asilo e protezione più volte e in più paesi, questi respingimenti fanno perdere le tracce di persone che, a pieno titolo, avevano diritto di chiedere asilo. “Molti di loro hanno parenti in Svizzera”, ci ha detto Lisa Bosia, “un ragazzo è stato finora respinto sei volte tra Chiasso e Domodossola, e il fratello, residente in Svizzera con regolare permesso B che ha provato ad aiutarlo, è stato minacciato di denuncia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Sempre Lisa Bosia ha raccontato di un marito che, dopo una traversata del deserto e del mare pericolosa e massacrante per raggiungere moglie e figlio qui da noi, ha dovuto far arrivare la moglie con le foto del matrimonio a dimostrare che la sua storia era vera: “non gli credevano”.

Sulle identificazioni e sulla mancata possibilità di chiedere asilo a Chiasso da parte dei migranti, Denise Graf è stata particolarmente dura: è inaccettabile che non ci siano mediatori linguistici e che una persona in un paio di minuti riesca a spiegare la propria situazione a perfetti sconosciuti senza nemmeno qualche aiuto. Come è inaccettabile, oltre che illegale, come ribadito giorni fa anche dall’avvocato Paolo Bernasconi, che a una persona sia impedito di chiedere asilo, minore o maggiorenne che sia. I trattati internazionali a cosa servono sennò?

Ma c’è un’altra drammatica domanda che ha trovato risposta grazie ad Anna Brambilla dell’ASGI: che fine fanno le persone respinte a Chiasso? Vengono il più delle volte caricati su dei bus e portati nei vari hot spot nel sud Italia. Gli hot spot non sono centri d’accoglienza, ma luoghi di registrazione, scarni e freddi, con poco cibo e condizioni pessime. E delle loro speranze, dei loro sogni, poi, chissà cosa succede.

Cosa aspettarci dal futuro? Basterebbe il semplice rispetto delle Convenzioni tra Stati vigenti, come detto più volte durante la conferenza stampa. Ma, soprattutto, rivedere e riformare il Trattato di Dublino che, pensato e applicato in epoche tutto sommato tranquille, davanti a queste emergenze umanitarie si è palesato come l’alibi dietro il quale si sono nascosti egoismi e scarichi di responsabilità tra Stati e dove, soprattutto, l’umanità ha smesso di essere un valore.