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Rassegna stampa

Intervista a Lisa Bosia - 16 agosto 2016

Bosia Mirra: "Farò il cammino di Compostela"

La "mamma" dei migranti di Como si racconta: "Ho lasciato SOS Ticino di comune accordo, ci arrangiamo con poco"

In prima linea per aiutare i migranti accampati a Como, la deputata socialista Lisa Bosia Mirra sta attirando l'attenzione dei media di mezza Europa.
Ticino news 16 agosto 2016

Cosa la spinge a darsi tanto da fare per i migranti? Come fa a impiegare così tanto tempo e così tante energie per loro?

"Aiutare i migranti è un affare personale, più che un lavoro" spiega la diretta interessata in un articolo a lei dedicato dalla Tribune de Genève.

La fondatrice dell'associazione Firdaus (parola che in arabo significa paradiso) racconta di essere cresciuta in una famiglia che considerava l'accoglienza come un valore basilare. "Quando ero piccola, abbiamo accolto a casa nostra una famiglia marocchina che era stata espulsa. Poi ho sposato un ex richiedente l'asilo. Mio marito Tarek è fuggito dall'Iraq nel 1991, durante la prima guerra del Golfo. Per contro, ci siamo incontrati in un contesto ben diverso, al carnevale di Bellinzona!"

La deputata si reca a Como ogni giorno, weekend compresi, e per i migranti è diventata una sorta di "guida" o di "mamma", come la chiamano i più piccoli. Li aiuta, li consiglia e li incita a chiedere asilo in Svizzera, se ne hanno diritto.

Un lavoro che raccoglie consensi presso una certa parte politica ("È una vera forza della natura" dice di lei il capogruppo socialista Ivo Durisch) ma anche critiche, come quelle rivolte a Bosia Mirra da Lega e UDC, che la accusano di non rispettare la legge.

"Ma al di sopra di ogni legge, ci sono i diritti umani" replica la 44enne. "Vedremo alla fine di questa storia. Se ho fatto degli errori, li riconoscerò."

"È la mia battaglia personale" aggiunge. "Tutto è ancora aperto ma penso che vincerò."

La deputata spiega poi di aver lasciato "di comune accordo" il suo lavoro presso l'organizzazione umanitaria SOS Ticino. "Avevo troppi impegni e non riuscivo più a conciliarli con la mia azione sul terreno" spiega Bosia Mirra, che ora vive grazie al marito. "Ma ci arrangiamo con poco, abbiamo persino vissuto a Ginevra con meno di 3'000 franchi al mese. È stata una buona scuola. E poi non vado mai dal parrucchiere e non acquisto nemmeno abiti di marca."

Bosia Mirra ha un'energia incredibile, ma anche lei comincia ad accusare i sintomi della stanchezza. "In ogni caso, i migranti sono più stanchi di me" conclude la socialista. "E in ottobre andrò a fare il cammino di Santiago di Compostela per riposarmi un po'. Ma solo se la situazione qui a Como sarà risolta!"