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Rassegna stampa

Immigrato stupra una Svizzera - 21 giugno 2016

Vi ho incuriosito? Quanti di voi ci hanno creduto?

L’immigrato che stupra una donna riesce ad avere, con gran divertimento di certi media, la prima pagina e nemmeno una rettifica quando la notizia si rivela falsa, come è avvenuto di tempo fa per una rapina a Bellinzona, con Quadri che subito si gettava sull’immigrato fantasma. Immigrato criminale che non era mai esistito: la vittima aveva mentito.

Invece un povero Cristo di Abidjan che salva una persona si merita una misera colonnina da qualche parte. Sono spesso eroi senza nome, che scappano dopo il loro atto di coraggio perché sono clandestini. A questi piccoli eroi di ogni giorno va dedicato quest’elenco. Un elenco di persone che tutto sono tranne quello per cui vengono dipinti da squallidi e tristi personaggi che usano la paura per raccattare voti come castagne. Scrollano l’albero della società per avere sudici frutti. Per gente malata che preferisce veder confermati i propri pregiudizi piuttosto che ragionare.

Eccoli: non sono tutti, sono solo alcuni. Tanti piccoli gesti di solidarietà si perderanno come lacrime nella pioggia…

14 ottobre 2012 – Avezzano, Abruzzo. Immigrato marocchino salva una famiglia dall’annegamento dopo che l’auto sui cui viaggiavano era finita in un canale.

6 febbraio 2014 – Napoli. Un immigrato africano sventa uno scippo. Unico tra i passanti a reagire.

10 maggio 2014 – Pordenone. Un immigrato nordafricano salva da un’aggressione una donna e rimane a sua volta ferito dall’aggressore. Rischia il linciaggio a causa dei pregiudizi dei locali, che lo ritengono l’aggressore.

3 novembre 2014. Un immigrato nigeriano salva una donna che era rimasta schiacciata dalla caduta di una vetrata.

13 maggio 2015 – Un immigrato 32enne del Bangladesh salva una donna di 55 anni che si era gettata nel Tevere.

22 maggio 2015 – Firenze. Un immigrato marocchino di 28 anni salva una turista francese caduta nell’Arno.

29 giugno 2015 – Un immigrato cingalese muore nel tentativo di salvare una sua connazionale che si stava bagnando nell’Adda.

21 luglio 2015 – Rovigo. Due immigrati marocchini salvano due anziani dal rogo della loro casa.

26 agosto 2015 – Sesto San Giovanni. Un immigrato di colore salva una donna che voleva gettarsi sui binari della metro.

30 agosto 2015 – Napoli. Un immigrato ucraino cerca di sventare una rapina per proteggere la commessa. Viene ucciso di fronte alla figlia di due anni.

30 settembre 2015 – Erba. Quattro immigrati siriani salvano un uomo a Erba dall’incendio della sua vettura.

E poi Augustin, della Costa d’Avorio, che muore a Ravenna dopo aver salvato dall’annegamento due fratellini di 8 e 11 anni. O Cheik, del Senegal, che per salvare un uomo muore annegato a Castagneto Carducci, dove anch’io andavo al mare. O Ines, clandestina dell’Honduras, che all’Argentario salva dall’annegamento la bimba che le era stata affidata dai ricchi padroni, senza riuscire a salvarsi dall’onda poderosa che la trascina sotto. O Naser, della Tunisia, che sul litorale abruzzese salva tre ragazzini dalle acque. Forse una delle storie più terribili è quella di Mohamed Abidid, di 45 anni, che ad Agrigento si tuffa in mare per salvare una madre con il figlioletto di 5 anni e ci riesce. Giunge a riva stremato e in quel momento sente un padre urlare: anche suo figlio, sempre di 5 anni è caduto dagli scogli ed è stato inghiottito dal mare. Mohamed riparte, ma il fiato è corto e le acque crudeli. Stavolta non ce la fa. Il cadavere del bambino farà compagnia a quello di Mohamed, uniti in quella bara d’acqua che tanti suoi connazionali ha fagocitato.

E finiamo con Lassana Bathily, musulmano e nero. Un timido giovane del Mali, dipendente del supermercato kosher, dunque, per ironia della sorte, ebraico. A Parigi Lassana ha salvato quante più persone poteva chiudendole nella cella frigorifera e avvisando la polizia dell’assalto dei Coulibaly, della stessa cellula terroristica degli assassini dei redattori di “Charlie Hebdo”.

Eccole: storie semplici, pulite, di gente umile, di persone che si occupano di altre persone, senza preoccuparsi delle conseguenze. Belle persone. Ditelo a quelli di CasaPound, a quelli di Forza Nuova, a Salvini e ai Leghisti nostrani. Quanti di voi avrebbero rischiato la vita per salvare qualcuno che vi sputa addosso ogni giorno? Chiedetelo al Boris, al Lorenzo e all’Attilio, sempre pieni di astio come una lumaca lo è di bava.

Io questi immigrati me li prenderei sì, in casa. Tutti.