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Rassegna stampa

Zero più zero uguale palta - 31 maggio 2016

di Matteo Caratti (La Regione del 31 maggio 2016)

Cominciamo col dire che il personaggio politico (deputato in parlamento e già municipale opportunamente non rieletto a Mendrisio) è di quelli che già si sono fatti notare con sparate ad alzo zero. Tanto per vedere l’effetto che fa… Come, per esempio, quando nel settembre del 2014 postò su Facebook l’immagine di due donne col burqa, riprese di schiena, con accanto la foto di due sacchi dei rifiuti e la scritta ‘trovate le differenze’. Apparve anche il commento (suo o altrui) ‘ragione in più per pagare la tassa sul sacco’. Altri commenti, puntualmente postati sul social, ve li risparmiamo. Una vicenda poi finita in Procura.

Altro esempio di sparate ad alzo zero (e utilità, per il Paese, pure zero) è la sua interrogazione al governo, nella quale egli punta il dito contro un docente (Daniele Dell’Agnola) che non sarebbe stato sanzionato, mentre lo è stata (per altri fatti) una docente dello stesso colore politico dell’interpellante. Da qui il titolo dell’atto parlamentare ‘sanzioni da parte del Decs ai docenti: due pesi e due misure!’.

Istruttiva e degna di nota ci pare la lezione di civica che il governo, rispondendo alle domande di Robbiani, impartisce al deputato, rimettendo a più riprese il campanile al centro del villaggio.

Punto primo: il governo gli ricorda che nel suo atto parlamentare egli mischia fatti ‘a giudizi di valore, interpretazioni, considerazioni di natura più o meno politica che in larghissima misura propongono una visione caricaturale della realtà’ – udite udite – ‘poco consona ad un’interrogazione’. Quindi, prima sommaria conclusione: non è corretto usare lo strumento dell’interrogazione per scrivere di tutto e di più e deformare la realtà a proprio piacimento. A meno che non lo si faccia per ottenere a qualsiasi prezzo visibilità.

Secondo aspetto: ancor prima di rispondere alle singole domande, il Consiglio di Stato difende su tutta la linea il docente Daniele Dell’Agnola, ingiustamente criticato (sarebbe stato meglio scrivere attaccato) dal deputato, mettendo nero su bianco che ‘contrariamente a quello che traspare dallo scritto, egli gode della stima del mondo scolastico e quindi, quale collaboratore del Cantone, anche del Consiglio di Stato’, precisando inoltre che ‘il signor Dell’Agnola svolge anche un’intensa attività in ambito didattico, culturale, sociale pure al di fuori dell’ambito scolastico’. Mica male, eh? Sarà per questo che non è gradito a taluni? Attività, non da ultimo, molto apprezzata sia dai giovani che dalle cerchie di popolazione interessate; attività la cui presentazione nell’interrogazione del deputato Robbiani ‘meritava – a mente del governo – un altro tipo di approccio’. Più chiari di così… Che altro dire? Che anche nella risposta alle domande puntuali poste dal deputato, il governo respinge al mittente le sue provocazioni. E allora perché mai infangare una persona, se alla fin fine l’interrogante rischia di fare la figura dell’ignorante? Premesso che sarà difficile sapere chi ha fatto da suggeritore al deputato, visto che molto del suo dire non è farina del suo sacco, la risposta è in ogni caso semplice. Per chi spara è importante far sapere a quel docente, o ad altri come lui, che sono avvertiti: ovvero, state tranquilli o contro di voi possiamo inventarci di sana pianta brutte storie! Inventarle e veicolarle in modo improprio anche con un siluro parlamentare. Perché, in definitiva, poco importa se poi il governo dopo settimane se non mesi risponde che tutto è a posto e che ti stima. Ormai, nell’attesa, gli schizzi di palta hanno fatto il loro dovere.