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Rassegna stampa

La Lega fa il doppio gioco - 1 maggio 2016

La Lega fa il doppio gioco con il consenso dei partiti

Giò Rezzonico (Il Caffé del 1 maggio 2016)

Abbiamo alle spalle due anni di appuntamenti elettorali: prima le cantonali, poi le federali e infine le comunali appena concluse. Ora ci aspettano tre anni in cui si dovrebbe poter parlare seriamente di politica senza demagogici ammiccamenti agli elettori. Diciamo due anni, perché l’ultimo sarà di nuovo preelettorale. La Lega ha vinto, anzi ha stravinto gli ultimi tre appuntamenti. Ha certamente avuto l’intuito di capire quali fossero i timori dei cittadini in un periodo di profonde incertezze.
Gli elettori hanno votato i candidati leghisti senza rendersi conto cheil movimento denuncia le situazioni difficili ma non propone soluzioni efficaci per risolverle, bensì paventa misure che tendono a isolare il cantone dal resto della Svizzera e dalla comunità internazionale. E gli altri partiti che fanno? Non solo non denunciano questi atteggiamenti, ma scimmiottano la Lega con proposte populiste nella speranza di ricavarne vantaggi elettorali. Una strada sbagliata perché nel populismo la Lega è imbattibile. Vorrei portare due esempi che mi hanno sbigottito in queste ultime settimane. E se il buon giorno si vede dal Mattino… Il primo riguarda la creazione di una Commissione di controllo del mandato pubblico su Usi e Supsi. Una proposta del coordinatore leghista Attilio Bignasca, accolta dal parlamento con un’ampia maggioranza a cui hanno partecipato anche alcuni liberali e il Ppd in corpore. Una commissione inutile perché lo Stato dispone già di tutti i mezzi di controllo necessari sui due istituti, a cui deve essere garantita l’indipendenza accademica, presupposto essenziale per la serietà della ricerca. Ma la ragione per cui è nata la commissione la spiega bene il Mattino dell’11 aprile: per chiedere “giustamente all’Usi e alla Supsi di dare la precedenza ai ticinesi nelle assunzioni”. È la formula perfetta per trasformare i due istituti in realtà provinciali. Che ciò lo voglia la Lega non mi sorprende, ma gli altri partiti…

Secondo esempio di proposte demagogiche. La decisione di segnalare i controlli radar 200 metri prima della loro ubicazione. Siamo tutti d’accordo che alcune leggi penalizzano troppo l’automobilista, ma da qui a rendere inutili i controlli ne corre. Proposta accolta con l’appoggio di Lega, Ppd e La Destra. Nessuno obietta che a inasprire i controlli radar in questi anni sia stato il dipartimento diretto dal leghista Gobbi. Ma allora, viene da chiedersi, la Lega da che parte sta? È questa la sua “forza”, stare spesso dalle due parti. Come quando sul Mattino del 17 aprile si legge l’ammonimento “Governicchio, giù le mani dalle tasche della gente!”. Ma come la mettiamo se a fare cassetta coi radar è un ministro leghista e se a chiedere una tassa sui posteggi è l’altro leghista in governo? Fino a quando i ticinesi e gli altri partiti tollereranno questo doppio gioco della Lega elettoralmente molto pagante?