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Rassegna stampa

Benvenuti nel canton Lega - 17 aprile 2016

20-24 Benvenuti nel Canton Lega

Da movimento antisistema a forza egemone al governo, inizia il dominio dei colonnelli di via Monte Boglia Ecco quale futuro ci attende se i partiti non reagiscono

UN QUARTO DI SECOLO DOPO Sono passati 25 anni da quando è apparso il grande murales di via Monte Boglia (Il Caffé del 17 aprile 2016)

Esercizio di fantapolitica, che poi tanto di fantasia non è: anno di grazia 2024. La Lega con tre ministri in Consiglio di Stato e 28 deputati in parlamento ha ormai la maggioranza assoluta a Palazzo. Inizia l’era del dominio dei colonnelli di via Monte Boglia. Nei Comuni, dopo il successo alle elezioni del 2016, il leghismo è continuato ad avanzare, decine di amministrazioni locali sono sotto il suo controllo diretto, in altre la sua presenza è condizionante. Benvenuti, allora, nel Canton Lega.

La Repubblica del 2024 è governata sotto le bandiere leghiste, un partito-movimento double face, sempre capace di fare opposizione pur tenendo le leve di comando in mano, di proporre tutto e il contrario di tutto e di adattarsi rapidamente agli umori popolari, di incitarli, blandirli, infiammarli se necessario. Scenario irrealistico? Può darsi. Ma non troppo, vista la costante erosione di voti e di potere dei partiti storici. Nelle due legislature, tra il 2016 e il 2024, di elezione in elezione la Lega ha rafforzato ancora le sue posizioni e il suo potere. Il che concretamente significa più posti da assegnare a fedeli e simpatizzanti, mandati e commesse da distribuire, più amici da favorire, più poltrone e poltroncine da spartire nell’amministrazione cantonale, nel parastato, nei consorzi e negli enti locali. Anche il leghismo ha la sua potente macchina da guerra clientelare per consolidare e allargare il consenso elettorale. E gira a pieno regime. Altro che il vecchio “tavolo di sasso”, contro cui è nata la rivolta leghista capeggiata da Giuliano Bignasca e Flavio Maspoli.

Ma come sono cambiate le cose nella Repubblica della Lega? È presto detto, basta rispolverare i suoi vecchi e più recenti programmi elettorali, gli impegni solenni di via Monte Boglia enunciati dal Mattino, le promesse roboanti dei suoi colonnelli.

Per proiettarsi nel Ticino leghista del 2024, ecco un altro esercizio di fantasia, che tanto fantasioso non è, come si vede negli articoli in basso. Dimezzati i lavoratori frontalieri da oltre 60mila a 30mila, cacciati via a furor di legge i padroncini italiani, sbarrata la porta agli altri stranieri, immigrati, asilanti che siano; dogana ad Airolo per mostrare i muscoli ai balivi bernesi e muro a Chiasso contro cui deve sbattere la faccia Fallitalia, secondo gli insegnamenti del fondatore Nano Bignasca; territorio sotto stretto controllo della polizia; mercato protetto, per difendere l’economia locale e l’occupazione; società e cultura blindate per impedire ogni possibile infiltrazione straniera.