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Rassegna stampa

Boris Bignasca condannato - 4 aprile 2016

Boris Bignasca condannato in appello per ingiuria e diffamazione. Termina la vicenda penale tra il deputato e Paolo Bernasconi, la Regione e Francesco Ricci

Il diretto del Mattinonline è stato condannato a una pena pecuniara di 8'100, sospesa condizionalmente per 2 anni. La condanna è frutto di diverse pubblicazioni apparse sul Mattinonline e sull'ex gratuito di via Monte Boglia "10 minuti"

LUGANO – È stata confermata in appello la condanna di Boris Bignasca in merito al procedimento penale che vedeva il direttore del Mattinonline contrapposto a Paolo Bernasconi, alla Regione e al suo direttore Matteo Caratti e a Francesco Ricci, progect manager della Comsa.

Il giudice Giovanna Roggero Will ha infatti ritenuto Bignasca colpevole dei reati di mancata opposizione a pubblicazione punibile, ingiuria, diffamazione e infrazione alla legge sulla concorrenza sleale. La condanna è frutto di diverse pubblicazioni apparse sul Mattinonline e sull'ex gratuito di via Monte Boglia "10 minuti".

La Corte di appello ha dunque confermato la sentenza di primo grado, contro cui Bignasca e la Regione si erano appellati. Il deputato è stato condannato a una pena pecuniara di 8'100, sospesa condizionalmente per 2 anni e a una multa di 1'500 franchi. La Corte ha latresì accolto l'istanza di indennizzo di Regiopress (la società editrice della Regione) di circa 9500 franchi.

Il caso insomma è chiuso. Al momento non risultano intenzioni di ricorrere al Tribunale Federale e, di conseguenza, la sentenza dovrebbe crescere in giudicato