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Rassegna stampa

Ermotti contestato - 3 aprile 2016

Ermotti contestato "Non è un modello"

STEFANO PIANCA (Il Caffé del 3 aprile 2016)


Ritorno al futuro". Ha scelto un titolo "hollywoodiano" il Ceo di Ubs per la sua conferenza agli studenti dell’Usi. Ma il Dies academicus officiato da Sergio Ermotti rischia di trasformarsi in un Dies Irae. La rabbia, o meglio la delusione, è quella di chi - come l’avvocato Paolo Bernasconi - due anni fa ha creduto nell’iniziativa Minder contro le retribuzioni faraoniche dei top manager.La  reazione è una lettera aperta, in cui l’avvocato si chiede se Ermotti, che arriva a Lugano sull’onda dalla notizia di essere stato nel 2015 con 14,3 milioni il dirigente di banca più pagato in Svizzera, rappresenti davvero un "modello" per i giovani. Forse la sua è una paga normale per gli assi dello sport, ma eccessiva per chi ancora ricorda che nel 2008 Ubs fu salvata con soldi pubblici. Ma la polemica ha il pregio di riportare l’attenzione sull’iniziativa Minder approvata nel 2013 dal 68% dei votanti. In attesa della legge, vale l’Ordinanza federale. Strumento che, perlomeno, ha garantito maggiore trasparenza: ora ci sono i "rapporti sulle rimunerazioni".
Peccato che le cifre dimostrino che le grandi imprese, specie gli istituti finanziari, agiscono come prima. Gli azionisti continuano a votare bonus stellari per non delegittimare la dirigenza delle imprese in cui investono. Intanto la Finma ha annunciato una revisione dei sistemi di rimunerazione. Il tema è caldo, come  evidenzia lo studio dell’economista Paolo Pamini che ha cercato di scoprire se i top manager non paghi della paga cerchino anche casa nei comuni "paradiso fiscale".

Mi chiedo se si presenti loro come modello una persona che nel 2014 ha incassato bonus per 11,2 milioni di franchi e nel 2015, primo in lista fra tutte le banche, per 14,3  milioni di franchi". Non usa mezzi termini l’ avvocato Paolo Bernasconi, dottore honoris causa dell’università di Zurigo, nel proporre un tema alternativo per la conferenza del Ceo di Ubs Sergio Ermotti al Dies academicus del 29 aprile. Una presenza che ha spinto l’avvocato a scrivere una lettera aperta direttamente al rettore dell’Università della Svizzera italiana, Piero Martinoli (la lettera si può leggere sul sito del Caffè).
"Per me il Dies academicus dell’Usi è sempre stato il giorno più bello dell’anno - ricorda Bernasconi.- Dopo la mattinata intensa trascorsa nell’Aula Magna sotterranea, ogni volta, uscito all’aperto, commosso dicevo a tutti, ‘abbiamo ancora speranza per il nostro Ticino’, continuiamo a combattere contro gli oscurantismi più volte condannati apertamente proprio dal rettore Martinoli". Stavolta però è diverso e a far sobbalzare Bernasconi è stato il titolo "Ritorno al futuro", definito dall’avvocato, "qualunquista" della conferenza del ceo di Ubs. "Mi chiedo - scrive - se si intenda offrire la funzione e la posizione personale di Ermotti come modello per la gioventù universitaria, nella quale riponiamo quasi tutte le nostre speranze, spaventati come siamo dal degrado politico che affligge il  Ticino e in parte anche la Confederazione. Quella stessa gioventù che, secondo recenti articoli di Joseph Stiglitz e di Michael Spence, entrambi  Nobel dell’economia, è stata disaffezionata dalla politica e dalle élites".
Pietra dello scandalo, secondo Paolo Bernasconi, sono appunto i compensi del responsabile di Ubs, guadagni che farebbero a pugni con l’iniziativa Minder. Sono passati già tre anni da quel voto, del tentativo di frenare i compensi stellari si vedono scarsi effetti. E, anzi, vengono celebrati altri modelli, malgrado, sottolinea Bernasconi, "la stragrande maggioranza del popolo svizzero si sia pronunciata contro questa politica dopo quella memorabile battaglia elettorale che accolse l’iniziativa Minder". Bernasconi si domanda se  si intenda offrire anche alla  piazza bancaria e all’economia ticinese il modello Ubs."Proprio quel modello- precisa- per cui il parlamento svizzero dovette ingoiare un accordo con gli Usa, di cui tutti stiamo tuttora pagando pesanti conseguenze, poiché ha aperto la porta agli accordi fiscali con tutti gli altri Paesi, alle rogatorie di gruppo e via dicendo". Da qui, ecco la proposta, sottoposta al rettore Martinoli, dell’avvocato: "Considerati il livello scientifico del Dies academicus e la vocazione per un dibattito neutrale e oggettivo di ogni università, per  la conferenza di Sergio Ermotti intitolata ‘Ritorno al futuro’, mi chiedo se non sia opportuno qualche adeguato sottotitolo, ad esempio: ‘Quanti licenziamenti senza prepensionamento potranno essere evitati da Ubs rinunciando ai bonus dei suoi dirigenti?’"
Ancora meglio sarebbe, nel rispetto del confronto accademico delle opinioni, accompagnare la conferenza di Ermotti con una tavola rotonda, aggiunge Bernasconi: "Si potrebbero invitare Minder e Dominique Biedermann, presidente della Fondazione Ethos, Jean Daniel Gerber, presidente di Swiss sustainable finance". Oppure i due americani che hanno condannato il sistema dei bonus sull’ultimo numero della rivista economica di Harvard, suggerisce l’avvocato, preoccupato che "il Dies academicus si trasformi in un talk show televisivo".