...è ora di svegliarsi

Cerca nel sito

Iscrizione Newsletter

Seguici su Facebook !

Rassegna stampa

Lettera all'USI di Paolo Bernasconi - 31 marzo 2016

Paolo Bernasconi  Prof. em. - Dr. h. c.

Via Lucchini 1, 6900 Lugano (Switzerland)

tel. +41 91 9100606 - fax +41 91 9100600

email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lugano, 31 marzo 2016

Lettera aperta al prof. Piero Martinoli, Rettore dell’USI

Proposte per la conferenza di Sergio Ermotti al Dies Academicus

Egregio Rettore,

per me il Dies Academicus dell’USI è sempre stato il giorno più bello dell’anno: le élites del Cantone applaudono il resoconto sulle attività di formazione e di ricerca scientifica svolte durante l’anno, ascoltano le relazioni di scienziati e le laudatio per i nuovi dottori honoris causa.

Dopo la mattinata intensa trascorsa nell’Aula Magna sotterranea, ogni volta, uscito all’aperto, commosso dicevo a tutti, “abbiamo ancora speranza per il nostro Ticino, continuiamo a combattere contro gli oscurantismi più volte condannati apertamente proprio dal Rettore Martinoli”.

E’ proprio per riconoscenza riguardo al lavoro svolto nonché al livello sempre altissimo mantenuto durante il Dies Academicus che invio questa lettera, ma pubblica, per stimolare il dibattito su un tema cheriguarda tutto il nostro Paese.

Infatti, per la prossima sessione del Dies Academicus, il 29 aprile, darete la parola come conferenziere anche a Sergio Ermotti. Poiché questi non appartiene alla categoria degli scienziati invitati ogni anno, è immaginabile un intervento sulla politica bancaria svizzera, con particolare riferimento a quella svolta dall’UBS, prima banca svizzera, di cui Sergio Ermotti porta la responsabilità.

Mi chiedo se si intenda offrire la funzione e la posizione personale di Ermotti come modello per la gioventù accademica, nella quale riponiamo quasi tutte le nostre speranze, spaventati come siamo dal degrado politico che affligge il Canton Ticino e in parte anche la Confederazione. Quella stessa gioventù che, secondo recenti articoli di Joseph Stiglitz e di Michael Spence, entrambi Premi Nobel dell’economia, è stata disaffezionata dalla politica e dalle élites.

Mi chiedo se si presenti loro come modello una persona che ha incassato bonus nel 2014, di 11,2 milioni di franchi e, nel 2015, primo in lista fra tutte le banche, di 14,3 milioni di franchi. E ciò, malgrado la stragrande maggioranza del popolo svizzero si sia pronunciata contro questa politica dopo quella memorabile battaglia elettorale che accolse l’iniziativa Minder.

Mi chiedo se, invece, si intenda offrire alla nostra piazza bancaria e all’economia ticinese il modello UBS. Proprio quello a causa delquale il Parlamento svizzero dovette ingoiare un accordo con gli USA, di cui tutti stiamo tuttora pagando pesanti conseguenze poiché aprì la porta agli accordi fiscali con tutti gli altri Paesi, alle rogatorie di gruppo e via dicendo.

Per tenere conto del livello scientifico del Dies Academicus e della vocazione di dibattito neutrale e oggettivo di ogni Università: per la conferenza di Sergio Ermotti intitolata “Ritorno al futuro”, mi chiedo se non sia opportuno qualche adeguato sottotitolo, come per esempio: “In che modo verrà valutata la performance di UBS secondo i criteri di social corporate responsibility, tenendo conto della sua politica dei bonus?”oppure: “Quanti licenziamenti senza prepensionamento potranno essere evitati da UBS rinunciando ai bonus dei suoi dirigenti?”

Ancora meglio non sarebbe, nel rispetto del confronto accademico delle opinioni, accompagnare la conferenza con una Tavola rotonda? Si potrebbero invitare Thomas Minder, promotore dell’iniziativa costituzionale contro i bonus, e/o Dominique Biedermann, presidente della Fondazione Ethos, e/o Jean-Daniel Gerber, presidente di Swiss Sustainable Finance, e/o (in collegamento Skype) Dan Cable e Freek Vermeulen, autori di una spietata stroncatura dei bonus pubblicata sull’ultimo numero della Harward Business Review.

Mi sento legittimato a queste domande, per avere anch’io, da oltre trent’anni, formato migliaia di studenti nelle università svizzere e straniere e per avere ascoltato le ragioni di centinaia di elettrici e di elettori svizzeri nella campagna contro i bonus che condussi quale co-presidente del relativo Comitato nazionale.

Ringraziando per l’attenzione e confidando in un benevolo ascolto,

Prof. Paolo Bernasconi, dr.h.ch