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Rassegna stampa

Tre motivi per dire no - 10 febbraio 2016

Tre motivi per dire di No alla cosiddetta iniziativa per l’attuazione

di Chiara Simoneschi Cortesi, ex consigliera nazionale, Brunella Brazzola e Daria Lepori (La Regione del 10 febbraio 2016)

Primo. Esigendo l’espulsione automatica degli stranieri condannati, l’iniziativa urta il nostro senso della giustizia: non si può giudicare in maniera uguale ciò che è differente. Nato in Svizzera o residente da poco, colpevole di un crimine grave o di un delitto minore, la tariffa è la medesima. Tutti espulsi come il criminale colpevole di un omicidio o di uno stupro. Questa iniziativa non rispetta la proporzionalità e l’uguaglianza di trattamento, due principi garantiti dalla Costituzione federale. Contravviene alla Convenzione europea dei diritti umani, a quella relativa ai diritti dei fanciulli e al patto dell’Onu II. È indegna di uno Stato come il nostro basato sul diritto.

Secondo. Qualsiasi potere deve essere limitato e controllato da un altro potere. Questo limite e questo controllo, l’Udc vuole indebolirli. Imponendo l’espulsione automatica, l’iniziativa priva i giudici di una competenza fondamentale per l’esercizio di una giustizia civilizzata, quella della giustizia individuale: nessuna sanzione senza un esame caso per caso, tenendo conto delle circostanze dell’atto delittuoso e della situazione personale dell’accusato. Questa iniziativa porta a una giustizia robotizzata.

Terzo. L’iniziativa è stata lanciata 20 mesi dopo il successo della prima (nel 2010), ben prima che le Camere federali avessero avuto il tempo di occuparsi del progetto di legge per la sua attuazione. Ciò è avvenuto comunque nella sessione primaverile del 2014, quando il parlamento ha iscritto i motivi per l’espulsione di stranieri nel Codice penale svizzero. Ciò che non piace agli iniziativisti è che il giudice abbia uno stretto limite di manovra per rinunciare all’espulsione in casi eccezionali. Così la nuova iniziativa enumera 24 infrazioni che giustifichino l’espulsione automatica ed è completata da una lista ancora più lunga di delitti minori, che portano anch’essi all’espulsione immediata se la persona è già stata condannata, nell’arco dei 10 anni precedenti, a una pena privativa della libertà o a una multa. L’iniziativa è menzognera perché non è la conferma del voto popolare del 2010, ma va molto al di là.

Da anni l’Udc dichiara, con le sue campagne istigatrici, che la Svizzera sta andando in malora per colpa degli stranieri. In verità il nostro Paese si è trasformato in questi anni grazie a tutte le persone che lo abitano, in una società prosperosa e variegata sia nell’economia, sia nella cultura, sia nello sport.