...è ora di svegliarsi

Cerca nel sito

Iscrizione Newsletter

Seguici su Facebook !

Rassegna stampa

Blocher: sulla via della dittatura - 21 gennaio 2016

Beat Allenbach (Corriere del Ticino del 21 gennaio 2016)

Sono convinto che la Svizzera è un paese con una grande tradizione democratica. Tuttavia leggo, in questi giorni,  che siamo sulla via della dittatura. Chi lo dice non è un emarginato, invece  è la persona che ha rivangato il paesaggio politico svizzero, l’uomo forte dell’Udc e già Consigliere federale Christoph Blocher. Nel suo discorso molto applaudito di venerdì sera al tradizionale raduno dell’Udc all’Albisgüetli di Zurigo, si legge che in Svizzera non si vogliono espellere gli stranieri criminali in spregio alla volontà del popolo e non si rispetterebbe neanche la volontà del popolo dopo l’accettazione dell’iniziativa popolare sull’immigrazione di massa. “Siamo davanti ad un colpo di stato silente – e Blocher continua – Signore e Signori, per l’Amministrazione, il Governo e la maggioranza parlamentare il non rispettare la volontà popolare è diventato consuetudine, se no programma.”

 

Qui si tratta di un’opinione, non di una qualsiasi, poiché è espressa dal politico più ascoltata del nostro paese. Tuttavia ciò non garantisce la veracità delle sue affermazioni. Anzi, l’instancabile tribuno dell’Udc si sbaglia di grosso. Il Parlamento ha preso molto sul serio l’iniziativa sull’espulsione dei criminali stranieri. Ha deliberato una proposta che va molto lontano poiché l’espulsione è automatica per i delitti elencati dall’iniziative e, unicamente in casi di rigore personale, è possibile un apprezzamento da parte di un giudice. Ma l’Udc era impaziente, già prima che le due Camere hanno terminato la discussione, ha lanciato una nuova iniziativa popolare, quella sull’attuazione dell’espulsione,  che sarà in votazione il 28 febbraio. Quest’ ultima iniziativa chiede in ogni caso l’espulsione automatica: non lascia più nessun spazio di apprezzamento ai giudici. Questo fatto costituisce una grave violazione della nostra Costituzione federale che nel articolo 5 dice che ogni decisione di un organo statale deve “essere proporzionato alla scopo”. Blocher rimprovera gli altri di non rispettare la Costituzione, ma la vuole violare egli stesso!

 

Il politico di Herrliberg asserisce che è “il Popolo -i cittadini e le cittadine - il sovrano, l’istanza suprema”. Secondo lui il Parlamento, il Governo, l’Amministrazione i Tribunali sono tutti legati alle decisioni del Popolo. Blocher costruisce però una superiorità assoluta delle decisioni del Popolo e non accetta la convinzione di quasi tutti i professori di diritto costituzionale secondo cui la sovranità del Popolo si esprime nei quadro delle singole competenze del Palamento, del Governo, della Giustizia; è necessario l’equilibrio tra le diverse istanze.

 

Quando dice che la Berna federale sia sulla strada della dittatura, Blocher offende i Consiglieri federali, la grande maggioranza dei parlamentari, eletti dal popolo, ma anche i giudici! La sua critica distruttiva – ma applaudita fortemente dai suoi seguaci – non gli fa onore. Lo scaltro politico ha sempre detto di avere una missione da compiere – quella di salvare la Svizzera. Chi dice di avere una missione, quasi sempre non è più disposto a valutare le obiezioni di altri, siano essi cittadini semplici, Consiglieri federali, parlamentari o giudici e con gli vanno bene le differenziazioni, le sfumature. In tali circostanze nascono sospetti di tradimento, di congiure e discorsi come quello dell’Albisgüetli del 15 gennaio.