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Rassegna stampa

La beffa di Mezzana - 12 novembre 2015

di Matteo Caratti (La Regione del 12 novembre 2015)

Il piglio, non c’è che dire, è già quello del consigliere federale, comodamente seduto alla scrivania a perorare in un video in tre lingue il raddoppio (ops, scusate, il risanamento) del Gottardo. Nulla è lasciato al caso, il caminetto, la nostra bandiera che fa capolino, come a voler lasciar intendere che tutto il cantone segue Norman Gobbi come un sol uomo. A rovinare la festa al Gottardo risanato e facilmente bissato, in realtà, ci ha pensato il suo collega di governo, Manuele Bertoli, che con la sua posizione contraria ha obbligato il CdS a dire che sono per il raddoppio (ops, scusate, per il risanamento) solo a maggioranza. Anche il luogo scelto dalla maggioranza pro raddoppio (ops, risanamento), dove il video è stato distribuito dando il via alla campagna, è simbolico: la tenuta di Mezzana, nel Mendrisiotto. Un’isola di verde, rimasta tale per grazia ricevuta. Per qualcuno quella benedizione del traforo a Nord del Ticino impartita a Sud, potrebbe avere l’aria di una presa per i fondelli. Ad esempio, per i due sindaci dei due poli urbani del Mendrisiotto, che hanno già detto di essere molto preoccupati per l’invasione di vetture che quotidianamente s’incolonnano sulle strade e autostrade fra Chiasso e Lugano. Una congestione che, proprio il raddoppio (o se preferite il risanamento) del Gottardo, potrebbe contribuire ad aggravare. Si perché oggi lo chiamano risanamento, senza aumento delle capacità, ma un domani, con 4 corsie fiammanti, ci sarà chi chiederà di aprirne, almeno per smaltire le colonne, un paio per qualche ora e poi per qualche giorno. Certo, ora dicono che è la legge a impedire che le 4 corsie (limitate a 2) non diventino un domani 4 per lo scorrimento. Ma se ve ne sono 4 utilizzabili sic et simpliciter, perché non usarle anche solo di tanto in tanto? E così la rete autostradale del Sottoceneri verrà ingolfata come non mai. E poi chi oggi giura e rigiura un domani dove sarà?

Inoltre, chi voterà sì a febbraio indebolirà (e di molto) la ferrovia, che ha puntato ben oltre 30 miliardi su AlpTransit, per decongestionare la strada. A quel punto non potrà diventare una valida alternativa. È invece vitale, anche solo da un punto di vista tattico, che i transiti sull’asse del Gottardo in un primo tempo, si riorientino decisamente dalla strada alla ferrovia. Per farlo non si devono aprire altre vie alternative. Tanto più se dietro l’angolo c’è il pericoloso cavallo di Troia del raddoppio effettivo.

Chiarissimo in questo senso, tanto per citare un politico di peso che conosce come le sue tasche la terra momò, quanto detto a settembre in un’intervista dal sindaco Carlo Croci. Alla domanda sul perché ha aderito al Comitato borghese contro il raddoppio ecco cosa ha risposto. Prima verità: “La Svizzera deve sapere che nel Ticino meridionale moltissimi sono contrari a una seconda canna stradale al Gottardo”. Se lo dice lui… Seconda verità: “Molto semplicemente non riesco a credere che si costruisca un secondo tunnel stradale e poi si usi solo una corsia in ciascuna galleria. Può darsi che sarebbe così all’inizio. Ma anche una Costituzione federale si può modificare, e tanto più facilmente se la galleria è già costruita e pagata. Se però le colonne al Gottardo si spostano da noi nel Mendrisiotto, allora da giugno a settembre qui non funziona proprio più niente sulle strade. Allora non potremo definitivamente più spostarci”. In poche parole, proprio le due semplici verità sulle quali anche noi stiamo insistendo da anni. Sarebbe utile ribadirle in un contro-video ai ticinesi, con tanto di bandiera rossoblù e sullo sfondo i serpentoni di automobili da Grancia in giù. Altro che i caminetti! Tubi di scarico, ingorghi e quale qualità dell’aria? Questa è la realtà che il raddoppio-risanamento finirà per esasperare.