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Rassegna stampa

La scabbia, che rabbia... - 23 luglio 2015

di Brenno Balestra, direttore sanitario Obv Mendrisio
(La Regione del 23 luglio 2015)

Una nuova inquietudine serpeggia nelle contrade del Mendrisiotto e come l’afa di questi giorni si appiccica vischiosa alla nostra pelle. A lanciare l’allarme è un politico locale, sempre molto preoccupato per la salute della nostra gente e arrabbiato per il diffondersi di malattie esotiche provenienti dal Centro di registrazione di Chiasso. L’epidemia avrebbe già raggiunto le corsie del Beata Vergine, cogliendo impreparato il personale curante. Al vaglio delle autorità anche l’apertura del bunker sotterraneo dell’Obv (Protezione civile) per contenere il flagello di questa nuova peste. Alla totale inconsistenza dell’allarme sono chiamati a rispondere il medico cantonale e il Consiglio di Stato. Nel frattempo questo minuscolo parassita – primo cugino del pidocchio – si sentirà lusingato per gli onori della cronaca e si farà anche qualche risatina nelle pieghe della pelle dei malcapitati, dove è solito deporre le sue uova e scatenare una reazione allergica, provocando intenso prurito, escoriazioni da grattamento e nulla più. La scabbia è fastidiosa, ma non pericolosa ed il contagio avviene unicamente a stretto contatto con l’animale domestico o con l’uomo, frequentando le stesse lenzuola o portando gli stessi vestiti. Quindi, nessuna fobia collettiva: questo piccolo animaletto, ospite senz’altro indesiderato, non ha le ali per superare gli steccati del Centro asilanti e neppure le molle sotto le sue zampette per saltarci in groppa alla stazione o in Corso San Gottardo a Chiasso. Neppure una stretta di mano oppure un abbraccio solidale con uno di questi ragazzini eritrei o somali in fuga dall’orrore ci metterebbero in pericolo. Accatastati sui barconi nel Mediterraneo, dove certo le misure igieniche non sono quelle di una crociera, alcuni migranti si trasmettono la scabbia, ultima delle preoccupazioni e dei fardelli fisici e morali che si portano addosso. Alle nostre latitudini la cura della scabbia è quasi una banalità: abiti e lenzuola puliti, un’apposita crema ed un paio di pastiglie. Questo è quanto vien fatto quotidianamente ed efficacemente dal personale del Centro di registrazione di Chiasso. I pazienti richiedenti l’asilo non vengono quindi ricoverati in ospedale per la scabbia, ma semmai con la scabbia e altri problemi di salute ben più gravi.

Dunque nessuna preoccupazione di salute pubblica, come confermerà presto il medico cantonale. Purtroppo continueremo invece nel Mendrisiotto, più che in altre regioni, ad ammalarci di asma, infezioni e tumori polmonari dovuti al fumo ed all’inquinamento… La scabbia, detta in altri tempi anche “rogna”, è vecchia come il mondo ed è sempre stata la malattia dei poveri, dei barboni e dei migranti. Ma badate bene: non è mai stata del tutto sradicata nella nostra società ossessionata dalla pulizia, quasi asettica; semmai si è tenuta ben nascosta dai riflettori visto il suo sapore di miseria, scarsa igiene e promiscuità, anche sessuale. In questo senso vorrei tranquillizzare il deputato sul fatto che il personale sanitario è preparato ad assistere i malati di scabbia. Regolarmente pazienti, anche in giacca e cravatta, si presentano in Pronto soccorso confidando imbarazzati che, per essersi tolti certi pruriti, si ritrovano con un prurito ben peggiore… Non allarmiamoci quindi troppo per questo piccolo parassita: abbiamo altre “rogne” da grattarci… I problemi legati ai migranti sono di ben altre proporzioni e costituiscono probabilmente la sfida principale di questo secolo che, a dipendenza di come affrontata, sarà vista con onore o infamia dai posteri.

Certo, è più facile agitare la paura della scabbia e mettere la testa sotto la sabbia… che rabbia!