...è ora di svegliarsi

Cerca nel sito

Iscrizione Newsletter

Seguici su Facebook !

Rassegna stampa

Informazione e occhi aperti - 24 luglio 2015

Informazione e occhi aperti Svizzeri all’estero in corsa in ottobre anche in Ticino

di Matteo Caratti (La Regione del 24 luglio 2015)

Salutiamo con piacere il salto di livello – dalle pagine del giornale all’agone politico – compiuto dalle informazioni contenute nella nostra recente inchiesta, intitolata ‘Simpatie naziste’. Un approfondimento che ha portato alla luce un preoccupante sottobosco, presente nelle Tre Valli, dentro il quale si muovono alcuni giovani che si rifanno apertamente ai simboli e all’ideologia nazista. Già il giorno dopo la pubblicazione dell’inchiesta, che conteneva anche una fotografia del gruppo Ticino Skinhead in posa dinnanzi ad un carro armato del Forte Mondascia, abbiamo registrato il disappunto e la decisa condanna di Osvaldo Grossi, presidente del Museo militare Forte Mondascia e dell’associazione For Ti. Un disappunto più che giustificato, visto lo sforzo che fa da anni l’esercito svizzero nell’identificare e allontanare dal grigio-verde personaggi con simili tendenze, attratti da armi e divise. Armi e divise che, però, quando si parla di Svizzera, hanno il pieno rispetto di valori quali la democrazia, l’indipendenza, la neutralità e non si infatuano certo di simboli di dittature mortifere, che hanno messo a ferro e fuoco l’intera Europa e non solo. Anche per questo è un bene che il presidente dell’Associazione abbia subito detto che per la foto scattata al Forte non si deve tentennare. Va sporta querela penale, visto che chi si è fatto ritrarre è entrato abusivamente in quegli spazi violando lo spirito del luogo.

Ora, come detto, la questione è sbarcata anche in politica. È infatti il Plr di Biasca a partire lancia in resta e a chiedere ragguagli al Municipio, perché non si guardi da un’altra parte passata l’estate (cfr. servizio a pagina 8). Speriamo che altri partiti, che pure aborriscono fantasmi di hitleriana memoria, si associno presto. I liberali del comune chiedono se c’è la consapevolezza da parte dell’Esecutivo della realtà da noi descritta e se sono previsti dei monitoraggi da parte della polizia. Quanto alla terza domanda – se i dati emersi dall’inchiesta de ‘laRegione’ corrispondano a una realtà – siamo tentati di rispondere già noi: nossignori, non ci siamo inventati nulla e per rendervene conto navigate su certi siti, frequentate certi locali, osservate certi tatuaggi e talune magliette. Solo una goliardata?

Al di là di tutto è comunque importante un fatto: che su un tema così delicato, che mette in discussione i fondamentali sui quali si è retta e sviluppata la nostra convivenza civile, non si ammettano alzate di spalle. Più si tace e più si nutrono timori, più si permette a costoro di sentirsi forti.

Parliamone quindi e riparliamone pure sulle nostre colonne, ma speriamo che la questione venga trattata, approfondita e dibattuta anche da altri mass media, Rsi compresa, chiamata per mandato pubblico a informare il Paese.

Attendiamo anche che se ne occupi la polizia e la magistratura (considerate perlomeno le violazioni di domicilio, ci vuole però una querela penale).

Un grazie infine a chi ha il coraggio di portare l’argomento sul tavolo della politica comunale. Per un Ticino libero e democratico, un Ticino che non dimentica e tiene gli occhi aperti.