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Rassegna stampa

Lega al comando, ma Bignasca si "sospende" - 20 luglio 2015

C.F. (La Regione Ticino del 20 luglio 2015)

Attilio Bignasca si sospende dalla carica di consigliere comunale di Lugano. All’origine della decisione – resa nota ieri dal foglio di via Monte Boglia – “l’omertà del Municipio e la condiscendenza degli Enti locali”. Un controsenso considerato che sia l’Esecutivo della Città sia la sezione cantonale sono guidati da leghisti? «Cosa c’entra la Lega dei Ticinesi? Gli Enti locali – ci risponde Bignasca – dovrebbero funzionare sopra le parti, ma purtroppo sono forti coi deboli e deboli coi forti. Gli Enti locali mandano tre diffide al Municipio di Lugano senza seguito e poi basta una lettera piena di bugie e questi calano le brache. Può andarmi anche bene, ma non mi vengano a limitare la competenze e le prerogative di un consigliere comunale. Non siamo in un Paese totalitario!».

Nel mirino del consigliere sospeso, soprattutto, la vicesindaca Giovanna Masoni, rea – secondo Bignasca – di aver scritto al Cantone lamentandosi per il quantitativo di domande sul Lac, attraverso lo strumento dell’interrogazione, e il capo della Sel Elio Genazzi. Colpe solo di persone? «Se il Municipio si nasconde dietro a un dito (la lettera è infatti stata firmata dal sindaco Borradori, ndr), le colpe sono di tutto l’Esecutivo. Dopo se tutto questo nasce da problematiche del vecchio Municipio, questo non è un problema mio. Io sono consigliere comunale solo da questa legislatura». A questo punto qualche colpa l’hanno anche i municipali leghisti? «Non do nessuna colpa, ma non condivido il comportamento dei municipali che si allineano con quello della vicesindaca! Con il Lac siamo di fronte all’illegalità, siamo contro la legge». Ma se la situazione è così grave perché non lanciare un messaggio forte e dimettersi? «Troppo bello! – si abbandona a una crassa risata – Se qualcuno aveva quale scopo quello di farmi dimissionare... eh eh, tana!».

Sospensione che permarrà, ci fa sapere Bignasca, «fintanto che un consigliere comunale avrà diritto di avere risposte senza essere criticato. E questo perché? Perché si ha paura della trasparenza». E allora sospensione, «così avrò magari il tempo di fare campagna elettorale (cfr. a pagina 4 dell’edizione di oggi de ‘laRegione’)».