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Rassegna stampa

Il concetto di muro non ci appartiene - 23 giugno 2015

I sindacati di Polizia

Il concetto di muro non ci appartiene

Corriere di Como del 23 giugno 2015

Il concetto di muro non ci appartiene. Solo a parlarne viene la pelle d’oca.

Non è accettabile che un Paese come la Svizzera pensi ancora che erigere i muri sia la soluzione ai problemi».

I sindacati di polizia replicano alle esternazioni del presidente del governo ticinese, Norman Gobbi, che di fronte al «continuo afflusso di rifugiati», il cui numero sarebbe «raddoppiato», minaccia di «chiudere le frontiere».

«Il solo numero che è aumentato, in base ai dati che abbiamo in possesso, è quello dei richiedenti asilo - dice Paolo Tabbacco, segretario provinciale del Siulp - Ovvero di persone che scappano da situazioni di guerra. Cosa dovremmofare se non aiutarli? Gli svizzeri - prosegue - devono smetterla una volta per tutte e devono anche dire da che parte stanno, o dentro o fuori dalla comunità. Non possono star dentro solo quando conviene a loro. E poi solo a sentir parlare di muri vengono i brividi». Sulla stessa lunghezza d’onda Sergio Iaccino, della segreteria provinciale Silp-Cgil. «I muri non hanno mai aiutato nessuno, al massimo hanno peggiorato le situazioni - dice - Ci rammarica però questo vuoto istituzionale e questa mancanza di una visione transnazionale. Tutto quello che non viene trattato politicamente e amministrativamente diventa materia per le forze dell’ordine, ma i costi sono superiori a quelli che servirebbero ad assicurare soluzioni nate da decisioni nazionali condivise». Al momento quella di Gobbi pare essere solo unaprovocazione, un’ipotesi, che tuttavia potrebbe creare pesanti ripercussioni in provincia di Como. Innanzitutto sotto il profilo della sicurezza, come tiene di nuovo a puntualizzare Ernesto Molteni, segretario provinciale del Sap. «In tempi non sospetti avevamo lanciato l’allarme sullo smantellamento della polizia di frontiera e sul confine sguarnito - commenta - Se davvero la Svizzera decidesse di ripristinare i confini non avremmo l’organico sufficiente per coprire tutti i valichi.

Basta guardare quello che sta succedendo a Ventimiglia».