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Rassegna stampa

Interrogazione sui Migranti - 22 giugno 2015

Migranti, “dalla Lega, un muro di propaganda?”

Micocci fa le pulci alle dichiarazioni di Gobbi: “Ha oltrepassato il limite?”

Per la deputata PLR si pone il problema dell’ambiguità della valenza di queste dichiarazioni essendo fatte da un ministro che è anche presidente del Governo ed interroga quindi l’Esecutivo

BELLINZONA – Norman Gobbi ha oltrepassato il limite? A chiederlo, girando al domanda al Consigli di Stato, è la deputata PLR Natalia Ferrara Micocci in una interrogazione odierna in cui riprende le recenti dichiarazioni del ministro, e presidente del Governo cantonale, sui migranti e gli aumenti di arrivi registrati in questi giorni.

Gobbi, nelle interviste rilasciate prima a TeleTicino e poi, ieri, alla NZZ am Sonntag e al Quotidiano, ha in sostanza ventilato una chiusura delle frontiere, “solo modo per la Svizzera di esercitare pressione sui paesi che non rispettano i loro obblighi”, come sta avvenendo in Italia e Francia. “Dobbiamo dare un segnale, fermare i clandestini alla frontiera sud per rispedirli indietro”, ha aggiunto il ministro alla NZZ.

Un’intervista, sottolinea Micocci nell’interrogazione, ripresa da diversi media e diffusa dalla stessa ATS. Il problema che si pone, per la deputata, è infatti quello dell’ambiguità della valenza di queste affermazioni essendo fatte da un ministro, Norman Gobbi, che è, al momento, anche presidente del Consiglio di Stato. Infatti, sottolinea Micocci, alcuni media, anche nazionali, nel riprendere la  notizia hanno anche titolato che “Il Ticino vuole la chiusura delle frontiere”, quando, come emerso dalle precisazioni di Bertoli in seguito alle prime dichiarazioni a TeleTicino, la posizione espressa da Gobbi è personale e non è stata discussa in seno al Consiglio di Stato. Una precisazione fatta dallo stesso ministro delle Istituzioni durante la diretta al Quotidiano, dove ha chiarito che la sua proposta di chiudere le frontiere – già osteggiata dalla segreteria di Stato della migrazione dell’Ufficio federale di Polizia (vedi suggeriti) – “è stata fatta più in qualità di titolare del dossier sicurezza e migrazione che non di attuale Presidente del Governo”.

Micocci prosegue poi ripercorrendo le dichiarazioni rilasciate al Quotidiano, soffermandosi su quella che riguarda l’origine di molti dei migranti che stanno varcando giornalmente le frontiere del Ticino. Questi, ha spiegato Gobbi, sono per la maggior parte eritrei “e si spostano per motivi economici, probabilmente indotti dal loro stesso Governo a trasferirsi in paesi ricchi per poi inviare del denaro in patria; il Ministero Pubblico della Confederazione dovrebbe aprire un’inchiesta a carico del Governo eritreo per far luce su questa possibilità”.

Su questo punto, evidenzia Micocci, “le dichiarazioni del Ministro leghista Gobbi, che ritiene i migranti eritrei in fuga per meri motivi economici, non tengono minimamente conto del recente rapporto ONU (8 giugno 2015, Ginevra), dove si legge, tra l’altro, che l’Eritrea ha commesso crimini contro l’umanità, che sono stati violati i diritti umani e che “Gli eritrei non sono governati dalla legge, ma dalla paura”, poiché, come riscontrato in diverse testimonianze, sono in atto esecuzioni extragiudiziarie, casi di schiavitù sessuale e di lavoro forzato”.

Clima e dichiarazioni a cui si aggiunge, ricorda ancora Micocci, la provocazione di Lorenzo Quadri comparsa ieri su Il Mattino della domenica, in cui il consigliere nazionale invocava la costruzione di un muro sul confine. “Se l’articolista, il deputato nazionale Lorenzo Quadri, quando dice “noi” intenda anche il Ministro Gobbi non è dato sapere. Rimane in ogni caso la notizia allarmante che il Partito ticinese che detiene la maggioranza relativa in Governo assuma simili posizioni pubbliche, senza che i Ministri di riferimento se ne distanzino con tempestività, tanto più che il Ministro Gobbi è attualmente Presidente del Governo ticinese”, conclude la deputata PLR prima di rivolgere le proprie domande all’Esecutivo cantonale.

Le domande

“Viste le dichiarazioni del Ministro Gobbi, la delicata situazione attuale, anche a fronte del rapporto ONU sull’Eritrea”, Micocci chiede al Consiglio di Stato:
1. Se intende far propria la posizione del Ministro Norman Gobbi e chiedere a Berna di chiudere le frontiere ticinesi.
2. Se ritiene sia data una situazione di emergenza, nonostante non si siano registrati problemi d’ordine pubblico e i flussi registrati attualmente siano nettamente inferiori, ad esempio, rispetto a quelli dei tempi dell’emergenza dei Balcani.
3. Se le posizioni del Ministro Gobbi, su temi di competenza federale, in contrasto con gli obblighi internazionali e che hanno già incassato il parere negativo di Berna, possono essere da lui espresse in questo modo, visto anche il suo particolare attuale ruolo di Presidente del Governo ticinese.
4. Se quanto risposto dal Consiglio di Stato all’interrogazione del deputato Mellini relativa al discorso del Ministro Bertoli lo scorso 1. agosto, ossia che "come cittadino, un consigliere di Stato è libero di avere le proprie idee su temi generali o specifici e non spetta al Governo come collegio disquisire sulle opinioni personali dei suoi membri né di condividerle, criticarle o non condividerle o addirittura di distanziarsene ufficialmente con parole di scusa." vale anche in questo caso. Oppure se, essendo state rilasciate a media nazionali e sembrando a nome del Governo, le dichiarazioni dell’onorevole Gobbi hanno oltrepassato il limite della sua libertà di espressione personale per rapporto alla sua funzione istituzionale.
5. Se le proposte del Ministro Gobbi fossero state discusse in seno al Governo, se fossero condivise e potevano essere espresse pubblicamente. Se, in caso contrario, queste sortite mediatiche costituiscano una violazione del principio di collegialità e siano da censurare perché non fanno che alimentare l’allarmismo.
6. Se le dichiarazioni del Ministro Gobbi hanno causato reazioni, anche formali, da parte delle competenti Autorità federali in, e, se sì, quali.
7. Se il Ministro Gobbi ha avuto contatti sui temi in discussione con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, che ha la sua sede a Ginevra, e se le sue dichiarazioni hanno causato una reazione formale.