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Rassegna stampa

Lettera di solidarietà - 20 giugno 2015

Gloria Bernasconi

Corriere del Ticino (20 giugno 2015)

Alle persone che fuggono, a quelle che cercano una nuova speranza, scrivo questa lettera, con la vaga sensazione che molti tra i destinatari non riusciranno a leggerla. Io vi voglio dire benvenuti nel mio paese, in questo paese che voi, a differenza dei residenti, conoscete per la Convenzione di Ginevra, la prima scritta nel 1864, nel nome del rispetto della vita e dell’incolumità. Benvenuti anche a coloro che la Convenzione non l’hanno mai sentita nominare; insomma, a coloro che sono arrivati qui per caso. Conosco solo vagamente il viaggio che avete dovuto compiere per giungere fino a qui e posso solo lontanamente immaginare l’impegno che voi e le vostre famiglie avete dovuto mettere in quest’investimento alla ricerca di una vita migliore. Ecco, a voi tutti dico subito che poteva andarvi peggio, eppure vi invito a non aspettarvi il paradiso. L’Europa, l’Occidente, il Nord di cui la Svizzera fa parte, non sono quel nord che voi immaginavate, non rappresentano quel benessere di cui spesso ci vantiamo, anzi, temo che vi si prospetti un percorso piuttosto tumultuoso davanti. Spero quindi che il soggiorno nel mio paese possa durare il minor tempo possibile, affinché voi possiate ricongiungervi con i vostri cari, sulle vostre terre per riprendere una serena quotidianità, pur con il timore che questo possa non realizzarsi. Sono dunque qui ad augurarvi di incontrare persone gentili con le quali scambiare idee e costumi, per facilitarvi nella conoscenza della lingua e del territorio sul quale siete giunti. E mi scuso fin da ora, se nell’andare in giro nel nostro paese non vi sentirete ben accolti, anzi, sentirete un po’ di freddo… Non demordete, continuate a salutare il vostro vicino di casa e ad offrirgli un tè caldo, perché con gli svizzeri ci vuole tempo, e di questo diciamo che ce n’è sempre poco. Scusateci se non sapremo pronunciare il vostro nome, ma non cambiatelo per noi, continuate a presentarvi per ciò che siete, magari con una stretta di mano per rinnovare gli incontri già avvenuti. Purtroppo, lo vedrete presto voi da soli quanto costi vivere, e quanto ancor più vi costerà se non doveste trovar lavoro, ma la vostra dignità dovrà prevalere sullo sconforto fino ad avere nuove idee per contribuire ad una società in innegabile movimento. E infine, due parole anche sul contesto internazionale in cui opera la Svizzera e in cui vi troverete: quest’anno, sentirete nominare più volte gli obiettivi del millennio, quelli che entro il 2015 avrebbero dovuto dimezzare la povertà, ridurre le disuguaglianze ed aumentare i partenariati internazionali (tra altri numerosi obiettivi) per un mondo più equilibrato e in pace. Non è una presa in giro, i propositi c’erano davvero e infatti verranno rinnovati per renderli persino sostenibili ed è in questo giro di intenzioni che vanno dal territorio locale a quello globale, che auguro a voi, e persino a me giovane svizzera, che non ci si dimentichi dell’essere umano e di ciò di cui in realtà si ha più bisogno: della solidarietà.

Gloria Bernasconi (Corriere del 20 giugno 2015)