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Rassegna stampa

Le piroette leghiste e il salario minimo - 29 maggio 2015

Le pirolette leghiste e il salario minimo

Giovanni Lepori (Corriere del Ticino del 29 maggio 2015)

Su un tema importante come quello dei salari minimi – vale a dire della tutela dei lavoratori contro il dumping salariale e della lotta alla concorrenza al ribasso legata all’assunzione di lavoratori frontalieri – la Lega dei Ticinesi mette in scena l’ennesima sua piroletta. Favorevole all’iniziativa «Salviamo il lavoro in Ticino» in Parlamento e in campagna elettorale, ecco che i suoi due rappresentanti in Governo invitano a respingerla in votazione popolare. Uno dicendo – ma solo adesso, chissà perché? – di essere sempre stato contrario. L’altro non dicendo proprio nulla, perché così è più facile non sbagliare. La cosa in realtà non stupisce più di tanto. Sono infatti vent’anni che questo partito politico costruisce i suoi successi dicendo tutto e il contrario di tutto, tenendo abilmente i piedi in quattro o cinque scarpe, cambiando opinione e parole d’ordine con disarmante disinvoltura a seconda di come tira il vento. Stupisce invece, un pochino, che buona parte dei ticinesi continui a dar fiducia a questa sgangherata armata Brancaleone. Illudendosi che si possano risolvere i problemi a suon di slogan, sempre e comunque contro tutto e tutti, ai quali però poi non seguono mai proposte concrete e realistiche per cambiare davvero le cose. Insomma: promesse tante, soluzioni zero. Esattamente quello che Bignasca diceva degli altri vent’anni fa. Qualcuno ricorda la «Fattoria degli animali» di Orwell?

Giovanni Lepori, Terre di Pedemonte