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Rassegna stampa

Le capriole della Lega_13 - 5 aprile 2015

Chi se ne frega della cultura! Un posteggio al posto del“Palace”

ANGELINO NEGRI (Il Caffé del 5 aprile 2015)

Tra i leghisti e la cultura non c’è mai stato buon sangue. Esempi?

Dal decalogo della Lega del 7 dicembre 1997: trasformare l’ex albergo Palace di Lugano in un centro culturale? Ma quando mai! Anzi: “Ci si domanda se bisognerà ancora aspettare molto tempo per decidere la demolizione totale di questo rudere dando alla città la possibilità di usufruire di uno spazio che potrà (anzi dovrà!) essere adibito a posteggio!” (7 dicembre 1997). E ancora: “Demoliremo Il Palace quando vogliamo e come vogliamo! La Commissione federale dei monumenti storici non vuole che le facciate del Palace vengano abbattute? E chi se ne frega!” (25 luglio 1999).

Se il Bignasca pensiero avesse attecchito, Borradori si appresterebbe a inaugurare, al posto del Lac, un bel posteggione. Ci farà un pensierino?

Altro esempio: il Festival del film di Locarno. Nanozapata parla di “pardo di merda” e si felicita con la Madonna del Sasso per aver mandato un temporale ad interrompere una proiezione e a liberare “la città da 7000 stronzi, alcuni dei quali eccellenti” (6 agosto 1995). “Ve li diamo noi i 13 milioni di credito quadro cantonale in cinque anni per il Festival internazionale del film di Locarno!”. (13 maggio 2001).

E l’Orchestra della Svizzera italiana? Niente soldi “per foraggiare l’Osi dove i musicisti col passaporto rosso si contano sulle dite di una mano! Ovviamente gli strimpellatori in questione non hanno l’ombra di un legame con il territorio” (1settembre 2013).

No al centro culturale, no al Festival di Locarno, no all’Orchestra della Svizzera italiana... Andrà meglio per le biblioteche? Domanda inutile. Avere in Ticino quattro biblioteche cantonali “è un’assurdità”. “Biblioteche che servono solo a garantire uno strapagato impiego pubblico ad un paio di fuchi di partito”.

Speriamo almeno nei musei... Figuriamoci. Per esempio quello del Territorio. ”Se dell’ex caserma di Losone (dove dovrebbe aver sede, ndr.) i balivi bernesi non sanno cosa farsene la demoliscano e ne facciano un bel parco pubblico”.

E quelli di Lugano? “Prima di aver firmato il rogito per la vendita di tutti i musei attuali della città non si posa nemmeno un mattone del Polo kulturale! (15 marzo 2009).

Beh, ma almeno la Casa del cinema a Locarno…”Col piffero! Non spendiamo nemmeno un centesimo per il giocattolo”.

È pur vero che Bignasca era stato chiaro “La cultura è un optional!!!” (23 gennaio 2005). E suo figlio Boris? Quello il 18 novembre 2012 ricorda che ”La Svizzera ha il rapporto più alto di premi nobel in proporzione alla popolazione”; che abbiamo “alcune tra le migliori università del mondo”. E poi, importantissimo, “Einstein viveva e lavorava a Berna quando ha sviluppato la teoria della relatività”. “Senza parlare di Frisch, Dürennmatt, Zwingli, Calvino, Heussgen, Max Weber, Rousseu e il turgoviese Jung e gli architetti Borromini, Maderno e Trezzini e i pittori Giacometti e Paul Klee e soprattutto Roger Federer”.

Quindi che bisogno abbiamo di cultura? Ci hanno già pensato loro... (13 - continua)