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Rassegna stampa

Il Diario - 29 marzo 2015

IL DIARIO

di GIUSEPPE ZOIS (Il Caffé del 29 marzo 2015)

Caro Diario, il Gran consiglio ha sciolto le righe, in 23 si sono congedati lasciando il posto a volti nuovi. Primule di cortesia e di augurio del presidente Gianrico Corti alle onorevoli, poi un clima da ultimo giorno di scuola, con baci, abbracci e anche un po’ di malinconia. Si chiude un librone di 4 anni con un compendio di 532 “decisioni” parlamentari, buona media: 133 all’anno. Dopo l’ulivo e la colomba, sarà corsissima a ostacoli, con sgambetti, fuorigioco, falli di ostruzione. Non si va mai per il sottile, ogni campagna elettorale di tutti i tempi è sempre stata calda, quella in corso è rovente. Ci vogliono parastinchi in carbonio contro calci e calcioni, anche sopra le ginocchia. Il “gioco“ si fa duro in vista del 19 aprile. Speriamo non si debbano stendere troppi “veli pietosi“, come ha fatto Laura Sadis sulla replica eccitata di Marco Chiesa per il marchio etico alle aziende.

MA L’ARENA POLITICA non è la sola dove si assiste agli eccessi da surriscaldamento comportamentale con burrasche di maleducazione, spesso fino alla rozzezza e all’insulto. Il campionario è vasto e lo vediamo ogni giorno, effetto forse di una nuova comunicazione che fa da cattiva maestra. La volgarità è prodotta in quantità industriale sugli stessi massmedia, con debolezze anche di firme autorevoli.

QUANDO LA CASA brucia c’è bisogno di acqua e di pompieri e non di benzinai. A Lugano si è pensato bene di ingaggiare un professionista delle intemperanze. Vittorio Sgarbi, colto, preparato e affascinante quando parla di arte, è recidivo plurimo nel menar fendenti con la parola. Con un niente trascende nel bullismo verbale se qualcuno dissente o gli muove anche solo una garbata osservazione. Il Narciso della critica doveva fare il test del Dna alla “Principessa”: di Leonardo o no? È stato show e non proprio tutto gradevole. Presa di mira anche la stessa vicesindaco Giovanna Masoni, che sa muoversi con riconosciute eleganza e classe per lunga frequentazione, nella vita come in politica. Sgarbi, provocatore d’istinto, ha invitato senza troppi francesismi, la Masoni ad allontanarsi. Siamo al paradosso dell’ospite che mette alla porta la padrona di casa.

HA RAGIONE Ermanno Olmi quando dice che lo stile non è un orpello ma il fondamento di ogni individuo e di ogni società civile. “L’apparire sbracati - cito il regista - è un’imbecillità che ci qualifica“ e il degrado progressivo del linguaggio nasce certo dal discredito che avvertiamo dentro di noi per questa società. Ma, ancor prima, per noi stessi.