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Rassegna stampa

Il canguro di Boris B - 23 marzo 2015

di Matteo Caratti (La Regione del 23 marzo 2015)

La scorsa settimana non abbiamo commentato la condanna penale del presidente dei Giovani Leghisti e direttore del Mattinonline, Boris Bignasca, per ripetuti reati contro l’onore commessi anche nei nostri confronti. Perché?

Perché, tutto sommato, il giovane politico ci faceva un pochino pena. E ce ne ha fatta ancor di più ieri, visto che sul suo domenicale è tornato sul processo, che lo ha visto imputato e condannato, tentando di minimizzare e di buttarla in politica. Segno evidente che quella condanna gli brucia parecchio.

In ogni caso, se la giustizia, come afferma, è a orologeria, viste le imminenti elezioni, se la prenda col suo ministro: non è un tale Gobbi Norman a dirigere le Istituzioni?

Certo che suo padre, raffigurato ieri sulla prima pagina del foglio leghista con Flavio Maspoli in una foto storica di 25 anni fa, avrebbe reagito diversamente. Fregandosene. Facendosene un baffo della giustizia. Lo fece in aula penale, vestendosi da Di Pietro, e lo fece e rifece alla tivù, infischiandosene delle condanne che gli erano piovute addosso nel corso degli anni.

Altri tempi, con personaggi nel bene e nel male di altra caratura. Ma capiamo: in qualche modo il povero Boris deve attutire l’impatto della sentenza/sconfitta, perché, per un politico e (sé dicente) giornalista, una condanna per diffamazione e ingiuria è come per un macellaio venir scoperto a vendere a peso d’oro carne di canguro spacciata per carne secca grigionese. Credibilità, addio: addio clienti per il macellaio e addio voti per la Lega.

Se il caro Boris non è quindi d’accordo col giudice che lo ha condannato, che ricorra, invece di accendere petardi e fumogeni. E, se non ha più soldi per pagarsi un avvocato per il ricorso, chieda consiglio al suo secondo ministro, ex giudice penale, il capo del Territorio Zali. Il resto sono bla, bla, bla, bla. Una retorica che ha stufato tutti (anche i suoi).

E già che ci siamo la prossima settimana che ci faccia sapere dalle colonne del ‘Mattino’ quale raccolto può vantare il suo movimento alla vigilia delle elezioni su due fronti: frontaliers e tasse.

I frontalieri, importante cavallo di battaglia alle ultime cantonali, sono diminuiti della metà come promesso, o sono raddoppiati come dicono le statistiche? Che ci dica poi anche qualcosina sul fronte delle tasse: precisamente di quelle proposte dai dipartimenti del Territorio e delle Istituzioni e dal nuovo Municipio di Lugano a maggioranza leghista. Con la Lega in sala comandi, sono più o meno di prima? Rinfrescatina alla memoria? Tassa sul sacco, aumento del moltiplicatore, capitolo circolazione stradale eccetera.

Il segno è sempre lo stesso: più, più e più. Il che significa concretamente affondare le mani nei portafogli dei cittadini e chiedere più soldi per svolgere i compiti dello Stato. Ma la Lega non aveva ancora una volta illuso (chi ci è cascato) che era possibile fare altrimenti? Bla, bla e ancora bla. Specchietti per allodole e allocchi.