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Rassegna stampa

Autogestione - 16 marzo 2015

Autogestione (CSOA Molino di Lugano)

Jonas Beretta-Piccoli (GISO) marzo 2015

La presa di posizione integrale di "Gioventù socialista":

"Autogestione: “Gestione di un'attività o una struttura da parte di coloro che vi operano”. Questa è la definizione puramente formale fornita dal dizionario. Già, perché una realtà autogestita va oltre questa semplice enunciazione; è una realtà dove le persone possono veramente sentirsi partecipi delle scelte riguardanti la propria vita, dove ogni singola individualità trova il suo giusto spazio, partecipando attivamente alla costruzione del bene comune, senza dover passare da un corrotto sistema rappresentativo che premia i rappresentanti di una fascia sociale ben determinata, creando disuguaglianze ed ingiustizie.
Inoltre il CSOA Molino di Lugano è, forse, l’unico luogo rimasto dove i giovani, ma non solo, possono ritrovarsi senza la preoccupazione di venir repressi o discriminati. L’unico luogo rimasto a proporre un qualcosa di alternativo alle serate in discoteca tra risse e cocaina.
Ma purtroppo il Molino continua, nonostante ciò, a venir attaccato ed infamato dalla politica luganese. Ma non c’è neanche tanto da meravigliarsi, infatti, da che mondo è mondo, tutte le forme di aggregazione vengono represse dai vari governi; perché ai governi capitalisti fa paura ciò che non posso controllare, ciò che non possono corrompere.
In quel di Lugano il più agguerrito cavaliere di questa repressione, sembra essere il municipale Michele Bertini; ben nota è infatti la sua insaziabile voglia di radere al suolo il Molino per veder sorgere, dalle ceneri del centro sociale, un bellissimo parcheggio, o degli appartamenti di lusso. Ma tutto questo resta pertanto un mistero.
Il cavallo di battaglia di messer Bertini è il fatto che con la chiusura del centro si potranno sviluppare dei progetti, per permettere alla infelice popolazione luganese, di riappropriarsi del suolo cittadino.
Teoricamente un politico viene eletto per fare gli interessi della popolazione; ora, la domanda che sorge è abbastanza spontanea: Bertini e colleghi rispettano questa teoria?
La risposta è più semplice del previsto: sì.
Ma il fatto è: di chi sono questi interessi?
Di sicuro non dei giovani o dei ceti meno abbienti, che chissà come mai non vengono mai presi in causa dalla politica liberale e destrosa. No! Questi sono gli interessi della borghesia e del profitto!
Gli interessi di chi vuole rendere Lugano, e il Ticino, la meta perfetta per ricchi, vecchi e turisti. Gli interessi di chi specula sulle spalle dei giovani e di chi lavora!
Quello che viene più naturale da chiedersi è: perché, per una volta, non si prendono in considerazione anche gli interessi ed i desideri di quelle classi meno redditizie?
Ma questa domanda ha una consistenza alquanto evanescente, perché l’unica cosa che si vede è una continua repressione, un continuo smantellamento di tutto ciò che possa mettere i bastoni fra le ruote all’avanzata della speculazione e del capitale! Un blocco a tutto ciò che cerca di promuovere la solidarietà in questa società individualista. Una censura a tutte le realtà che permettono al singolo individuo di sviluppare un’espressione critica verso il sistema che ci viene imposto.
Ma ricordate che più ci schiaccerete, più noi insorgeremo; perché la nostra dignità è più forte delle vostre catene!".