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Rassegna stampa

Il Web sporca di volgarità la politica - 8 marzo 2015

Nuovi insulti su Facebook dal leghista Robbiani ad una candidata plrt “Natalia Micocci? La getterei nel camino anche se le ossa non bruciano”
CLEMENTE MAZZETTA (Il Caffé dell’8 marzo 2015)

Massimiliano Robbiani ci ricasca. Il deputato leghista, nonché municipale di Mendrisio, questa volta se l’è presa con Natalia Ferrara Micocci, candidata del Plrt al Consiglio di Stato. “Lei mette il Mattino nel camino, io metterei lei, anche se le ossa non bruciano bene…”, ha postato su Facebook Robbiani, facendo seguire un insulto. Post ignobile con i relativi commenti sullo stesso livello. Il più gentile era “rigommata”, allusione alle origini italiane di Micocci. Post indegno, ma sparito in meno di un amen, non appena Stefano Piazza, imprenditore, candidato ppd al parlamento, si è rivoltato contro questo malcostume postando a sua volta un appello: “Si può condividere o no quello che dice Natalia Ferrara Micocci. Ma commenti come questi sono inaccettabili. Violenti e di una volgarità assurda. Vi rendete conto?”.

Probabilmente no. Non è la prima volta che Robbiani si distingue per dichiarazioni insulse, razziste e xenofobe. Giusto un anno fa aveva postato un’immagine di donne coperte dal burqa accostate a sacchi della spazzatura, chiedendo ai suoi amici di trovare le differenze. Aggiungendo: “Ecco una ragione in più per non pagare la tassa sul sacco”. Incurante delle critiche, in un primo momento si era giustificato dicendo che si trattava solo di… “satira”. Il fatto aveva spinto una quarantina di persone, che si erano sentite offese nella loro dignità di essere umani, a presentare denuncia penale. Una specie di “class action” rimasta al momento senza esito. Solo di fronte alla riprovazione popolare – durante una seduta in consiglio comunale a Mendrisio in cui esponenti di tutti i partiti, Lega esclusa, avevano lasciato la sala per segnalare il proprio dissenso - aveva chiesto scusa. Non prima di contrattaccare con supremo sprezzo del ridicolo: “Sono stufo di essere attaccato: valuterò se denunciare chi mi dà del razzista”.

Prima ancora il deputato e municipale Robbiani, aveva fatto a pezzi il bollettino dell’imposta federale e ne aveva pubblicate la foto su Facebook invitando all’evasione fiscale per protesta contro Berna: “Ecco le mie imposte federali, fatelo anche voi”.

Invano i socialisti ne hanno chiesto le dimissioni dal parlamento. Ora questo ennesimo livello di intimidazione. Che sarebbe sbagliato sminuire come un’esasperazione polemica, un gesto sconsiderato. Perché è il Mattino (leggasi Lega) ad aver preso di mira in modo sistematico l’ex magistrato Natalia Ferrara Micocci, che si presenta come una concreta alternativa al leghista Norman Gobbi in governo. Già a giugno Robbiani aveva contestato la legittimità della sua candidatura chiedendo al governo: “Chi l’ha autorizzata?”. Interrogazione ancora inevasa. Poi il Mattino l’aveva denigrata, accusandola di “volersi fare campagna elettorale pagata dal contribuente”, visto che la Micocci aveva chiesto di essere retribuita per le ferie arretrate.

Infine ai primi di febbraio sempre il Mattino l’ha accusata persino di parzialità verso un imputato per appartenenza politica (l’ex consigliere comunale luganese plrt Davide Enderlin coinvolto nello scandalo della Carige di Genova). Ben sapendo che Micocci non può ribattere citando le inchieste penali di cui era responsabile. “Se lo facessi – aveva riposto lei -, commetterei un reato. Il Mattino lo sa e ne approfitta, non è la prima volta che pubblica simili accuse, nascondendosi dietro ad un articolo non firmato”. Si spiega così la controffensiva del presidente plrt Rocco Cattaneo contro il settimanale leghista: “Offese, ingiurie, attacchi personali e dileggi in stile fascista da bastone e olio di ricino, sono da anni la linea editoriale di questo giornale, un po’ foglio di satira da osteria, un po’ bollettino di propaganda da partito unico, un po’ vademecum di incontri erotici, con quella pagina che sembra un mercato del bestiame. È ora di dire basta a questi metodi fascisti”.