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Rassegna stampa

Basta con i metodi fascisti del Mattino - 2 marzo 2015

di Rocco Cattaneo (da Opinione liberale – 2 marzo 2015)

La domenica è ormai il giorno dedicato al delirio, il cui rito viene celebrato con astio quasi isterico dal sacerdote Lorenzo Quadri, del quale oso pronunciare invano il nome in quanto è direttore del Mattino e come tale ne porta la responsabilità editoriale.

Sul settimanale della Lega la presunta satira si mescola con menzogne, calunnie e discorsi di pretesa serietà politica. Non parliamo poi delle miracolistiche realizzazioni del Movimento, che nei suoi quattro anni di maggioranza relativa in Governo ha salvato il Ticino e i ticinesi da morte sicura, e quello che non è riuscita a fare (cioè la maggior parte delle cose che aveva promesso nel 2011) è tutta colpa degli altri partiti.

Gli altri, naturalmente, sono tutti dei somari e dei bambela: liberali radicali, socialisti e popolari democratici sono una massa di imbecilli “cadregari” che si spartiscono il potere. Solo il direttor Quadri, consigliere nazionale e municipale di Lugano, e i fanfaroni che si nascondono dietro l’abusata sigla MDD hanno capito tutto! Ma pochi osano contestare i metodi del Mattino: i più preferiscono lasciar perdere per quieto vivere o per sottintesi patti di non belligeranza partitica.

Offese, ingiurie, attacchi personali e dileggi in stile fascista da bastone e olio di ricino sono da anni la linea editoriale di questo giornale, un po’ foglio di satira da osteria, un po’ bollettino di propaganda da partito unico, un po’ vademecum di incontri erotici, con quella pagina che sembra un mercato del bestiame, dove al posto delle mucche ci sono quelle che il Mattino chiama “le donnine”.

Questo è l’organo ufficiale del partito che da quattro anni ha la maggioranza relativa in Governo e i cui ministri sono uno il direttore del Dipartimento delle istituzioni (quindi dei settori della Giustizia e della Polizia), l’altro l’ex presidente del Tribunale penale cantonale. Ma va bene così, evidentemente.

Tutto questo è la Lega, cari ticinesi, diciamocelo e rendiamocene conto una buona volta. Poi, la maggioranza di voi potrà tranquillamente continuare a votarla, perché siamo in democrazia e io rispetto sempre le scelte della maggioranza, non come i leghisti che le rispettano solo quando la maggioranza è d’accordo con loro.

Adesso che la Lega teme di perdere il secondo seggio conquistato nel 2011 alza i toni oltre i limiti della tolleranza civile e ogni settimana getta palate di letame sul PLR accusandoci di essere il “partito del tassa e spendi” quando loro, dopo aver rifiutato di prendersi la responsabilità politica delle finanze sono stati i primi a cercare di aumentare i balzelli, vedi tasse di circolazione e tassa  sui posteggi. Ci accusano di esserci opposti ai loro sgravi fiscali che invece sono stati sonoramente bocciati in votazione popolare due anni fa. Dimenticano che dopo quella votazione il PLR ha proposto un proprio pacchetto di sgravi, che fa parte del nostro programma per la prossima legislatura, mentre nel loro programma non si accenna ad alcuna riforma fiscale. Ci addossano la responsabilità di aver fatto esplodere il debito pubblico quando per anni hanno ripetuto che non era un problema. Vien quasi da chiedersi: ma negli ultimi 20 anni la Lega era veramente in Consiglio di Stato?

Il titolo in prima pagina di quest’ultima domenica (“PLR CONTRO I DIRITTI POPOLARI”) è un concentrato di demagogia e disonestà intellettuale e si riferisce alla bocciatura parlamentare del referendum finanziario obbligatorio, una proposta che gli stessi rappresentanti leghisti avevano bocciato in ben due commissioni del Gran Consiglio: Gestione e Diritti politici. La coerenza è però un concetto sconosciuto in via Monte Boglia, perché i Maghi Otelma hanno una faccia tosta tale che gli consente di dire e di fare tutto e il contrario di tutto.

Ma che nessuno osi alzare un dito per dire “scusate io non sono d’accordo”, perché chi lo fa finisce infangato sul Mattino. Tutti zitti e avanti marsch! Sono loro e non altri, i signorotti di via Monte Boglia, che vogliono un Ticino fatto di soldatini che marciano compatti senza mai disobbedire! D’altra parte un partito il cui unico organismo “democratico” è un gruppo di “Colonnelli" non può che considerare tutti gli altri dei soldatini, compresi i propri deputati che non fanno parte del Soviet Supremo. Ma per il bene del nostro Cantone spero che la dignità e l’indignazione alla fine avranno il sopravvento.

Domenica il Mattino ha sparso altro letame sul PLR, quindi sui suoi simpatizzanti, sui suoi elettori, sulle donne e sugli uomini che rappresentano il nostro Partito, un Partito dove si discute e ci si confronta democraticamente e dove non esiste il pensiero unico come in via Monte Boglia!

È in difesa di tutti i ticinesi che si riconoscono nel nostro Partito che ho deciso di scrivere la mia indignazione, non per difendere me stesso dagli attacchi che ogni domenica subisco. È ora di dire basta a questa politica di stampo fascista!