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Rassegna stampa

Le capriole della Lega_7 - 22 febbraio 2015

Contrordine, Zali convertito all’ecologia rinnega il tifo per l’auto

ANGELINO NEGRI (Il Caffé del 22 febbraio 2015)

Chi prende per i fondelli gli elettori della Lega? Lo ha fatto per anni Giuliano Bignasca, indomabile nemico degli ecologisti, o lo sta facendo Claudio Zali con un progetto definito addirittura “la svolta verde del Cantone”? La domanda si pone perché lo Zali pensiero proprio non ha nulla da spartire con le idee di Bignasca alle quali si è abbeverato da sempre il popolo leghista.

Per la verità qualche barlume di verde era balenato anche nell’allora direttore del dipartimento del Territorio, Marco Borradori. Immediato era arrivato il richiamo (7 luglio 1996): “Ricordati sempre che sei un leghista e che gli elettori ti hanno scelto anche per non sentire le solite menate sull’ozono, sul diossido d’azoto...”

Contraddizioni? Vediamone alcune.

Giuliano Bignasca, Mattino del 4 febbraio 2001: “Sei milioni per le auto elettriche? Ve lo diamo noi il finanziamento cantonale al Vel! Uella, fuchi a quattro ruote!”. Mattino del 1. luglio 2014: Zali promette la presentazione del “messaggio a favore dell’acquisto di autovetture a basso impatto ambientale e navette ecologiche. Al proposito sarà disponibile un credito di 16 milioni di franchi”.

Strali contro il Vel, dunque. Ma a leggere il Mattino del 17 febbraio 2002 c’è da non credere: “Il progetto Vel 2 approda a Lugano”, ciò che fa sperare in una “mobilità per la qualità di vita. Il traguardo rimane sempre lo stesso: diminuire le emissioni atmosferiche e foniche, diminuire le emissioni di CO2”. Per cui, “dopo i punti di riferimento di Mendrisio e Bellinzona e ora di Lugano, bisogna puntare su un centro informativo anche a Locarno!”. Una conversione improvvisa? Ma quando mai! Il primo novembre 2009 si torna alla carica: “Vel… i diamo noi i contributi!” per progetti “inutili” che producono “emerite cavolate. Vergogna, bambela!”

E lo Zali pensiero? In un’intervista sul Mattino (16 marzo 2014) promette che “sono tante le misure che adotteremo per fare in modo che venga favorito l’uso del car pooling e dei mezzi pubblici”.

Vediamo allora l’opinione di Bignasca sui trasporti pubblici. Mattino del 10 ottobre 1993: “Siete sicuri che i trenini servano?”; un titolo che è un programma. E siccome lui pensa che non servano, il 19 febbraio 1995 decreta che la ferrovia Lugano - Ponte Tresa (“la ferrovia dei puffi”) “deve chiudere e subito! Accà nissciuno è fesso”. Il 5 marzo 1995 sempre Bignasca precisa che “il sistema dei trasporti deve privilegiare la strada (stop ai trenini che producono decine di milioni di deficit solo in Ticino)”. E la linea internazionale Locarno - Domodossola? “Lo ripetiamo per l’ennesima volta: il trenino va chiuso!!” (26 giugno 2011). Idee vecchie? No, no. Il 23 marzo 2014 è Lorenzo Quadri a dire la sua: non gli va a genio il “deleterio programma Via sicura pensato per criminalizzare e mungere l’automobilista” e il cui “obiettivo ultimo è quello di costringere gli automobilisti ad usare il mezzo pubblico”. L’avrà detto a Zali?