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Rassegna stampa

Le capriole della Lega_6 - 15 febbraio 2015

Operai dal Sudafrica per combattere la piaga dei frontalieri

ANGELINO NEGRI (Il Caffé del 15 febbraio 2015)

Blocher ha tradito”. Un titolo che non ti aspetti mai di trovare sul settimanale della Lega (8 luglio 2008). Eppure l’ex consigliere federale dell’Udc “ha dimostrato di essere passato armi e bagagli al campo dei borsoni e dei padroni delle ferriere!”. Anche lui vuole i Bilaterali “per cuccarsi la manodopera straniera a basso costo, lasciando a casa gli Svizzeri”. Lavoratori stranieri, frontalieri... C’è da non più dormire la notte per chi, come Giuliano Bignasca, ne scrive quasi ogni settimana. “Siamo sottoposti quotidianamente ad una invasione da parte di gente che considera il Ticino terra di conquista e viene in casa nostra a portarci via il lavoro! Adesso basta!“ (15 luglio 2007). E il 7 ottobre 2007 assicura: “La Lega difende il lavoro dei ticinesi, ormai concorrenziati in casa loro a una valanga di manodopera d’oltre confine”.

Pronunciamenti ad effetto. Salvo poi andare in panico quando i lavoratori esteri… non ci sono. Mattino del 2 febbraio 1992. Titolo: ”Albergatori senza stagionali, incerta la stagione turistica”. Cosa sarà mai capitato? Pare che tra l’Ufficio del lavoro e quello degli stranieri ci sia stato un incaglio. Gli albergatori e gli esercenti “si sono ritrovati ad inoltrare delle domande per dei permessi che sono state sistematicamente bocciate”. La stagione turistica è alle porte. “Se le autorità non chiariranno questa situazione, tra un mese vi saranno ancora più disoccupati”.

Il turismo, al di là dei problemi burocratici, “va rilanciato”. La soluzione è lì. Occorrono “campi da golf e una deregulation nel mercato del lavoro". Vale a dire? Ci vuole “una liberalizzazione del mercato del lavoro, senza il freno da parte di misure governative all’assunzione di lavoratori ausiliari stranieri, e l’abolizione dei salari minimi fissati dal Cantone per questi lavoratori”. Poi bisogna abbassare i prezzi, misura possibile “solo se la manodopera costa meno e ciò ci riallaccia al discorso che facevamo sopra a proposito dei lavoratori stranieri, che costano meno, soprattutto se non viene fissato un minimo salariale.” (31 gennaio 1993). Insomma, purché sfruttati, ben vengano gli stranieri!

E se dei frontalieri facessimo veramente a meno? Ancora una volta la Lega ha la soluzione sotto mano. “Conviene importare”, titola il Mattino del 2 ottobre 1994. E spiega: “Facendo un brevissimo calcolo possiamo constatare come, almeno per ciò che riguarda alcuni prodotti, noi continuiamo a far lavorare frontalieri quando, con l'importazione degli stessi prodotti, si potrebbe spendere molto meno”. Sì, perché “se qui un’operaia frontaliera guadagna in media 13,40 franchi all’ora, in Sudafrica lo stesso lavoro viene fatto per circa 3,50 franchi. Quindi si potrebbe importare risparmiando notevolmente sulla mano d’opera, calcolando che per il trasporto ad esempio di 200’000 magliette il costo sarebbe di circa 5'000 franchi (circa 40 centesimi per maglietta)”. E questi sarebbero i difensori dei lavoratori ticinesi? (6. continua)