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Rassegna stampa

Quale Lega per gli elettori? - 5 febbraio 2015

di Alfonso Reggiani (La Regione del 5 febbraio 2015)

Barricadera o istituzionale? Dipende dai temi, dal contesto e dalle persone. Spiccano le contraddizioni e le incongruenze della Lega dei ticinesi. Difficile far finta di niente. Emergono in maniera clamorosa in riva al Ceresio. L’ultimo caso riguarda il preventivo 2015 della Città che include pure la tassa sul sacco. Se la Lega davvero non dovesse difenderlo, dal Consiglio comunale, in sede di approvazione, potrebbe uscire un documento completamente stravolto. Questo allungherebbe i tempi per appianare il deficit rispetto al piano di rientro definito a Palazzo civico. Senza dimenticare che il referendum contro il cosiddetto contributo ecologico, se riuscisse a eliminarlo, obbligherebbe l’esecutivo cittadino a trovare altre risorse (aumento del moltiplicatore?) per compensare i nove milioni di nuove entrate (sei quest’anno) provenienti dalla tassa sul sacco, impedendo alla Città di mettersi in regola con la legislazione federale e cantonale. Non solo. A microfoni spenti, i capigruppo degli altri partiti hanno infatti lasciato intendere che il sostegno al preventivo, stavolta, non è per nulla scontato. E che ognuno potrebbe arroccarsi sulle proprie posizioni se mancasse per il secondo anno consecutivo l’adesione convinta della Lega al documento confezionato dal Municipio a maggioranza (relativa) leghista. Già l’anno scorso, la manovra con tanto di aumento di moltiplicatore di ben dieci punti all’attuale 80% è stata ratificata nonostante l’avversione dei consiglieri comunali del movimento di via Monte Boglia. Quest’anno il giochetto o doppio gioco, quello di fare opposizione a un esecutivo in cui siedono tre suoi rappresentanti, potrebbe non funzionare più. Vero è che il preventivo è il frutto del lavoro e della condivisione di tutto il Municipio, e non solo del sindaco e del capodicastero Finanze, che ha fatto i compiti e presentato una manovra finanziaria equilibrata. E che i singoli membri del legislativo non devono per forza rispondere agli ordini di scuderia. Ma la questione è prettamente politica e necessiterà di ulteriori chiarimenti fra i colonnelli. Anche solo per far capire all’elettore quale Lega sta votando.

Infatti, mentre a Palazzo delle Orsoline i due consiglieri di Stato leghisti possono godere del sostegno di via Monte Boglia e del ‘Mattino’, nonostante aumenti di tasse, nuovi radar e misure in contrasto con il Dna del movimento, in riva al Ceresio i municipali (a parte Lorenzo Quadri, che peraltro è direttore del settimanale) pare se la debbano cavare da soli contro il coordinatore Attilio Bignasca. Eppure, dopo il successo alle urne due anni fa, chiamati ad assumersi la responsabilità di risanare l’erario pubblico di Lugano, i ministri di riferimento di via Monte Boglia non si sono tirati indietro. Al contrario, si sono rimboccati le maniche proponendo pure decisioni impopolari.

La situazione è molto fluida e siamo ancora alle prime battute perché la manovra passerà in Consiglio comunale non prima di maggio. Dopo il rinnovo dei poteri cantonali.

È insomma iniziato l’anno elettorale con probabili ricadute che avranno effetti nella politica cittadina.