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Rassegna stampa

Come ti cambio la Lega - 3 febbraio 2015

Da sociale ad ambientalista: il decalogo del movimento segue l’onda dei suoi ministri
di Chiara Scapozza (La Regione del 3 febbraio 2015)

Il tema del lavoro ai ticinesi resta il ‘fil rouge’, mentre si perde la concretezza delle proposte capaci, nel 2011, di dare voce a quell’anima sociale tanto cara al Nano

«La Lega ha un’anima profondamente sociale». Così si esprimeva Claudio Zali domenica 25 gennaio al raduno per la presentazione delle liste in vista delle elezioni cantonali 2015, nel solco dell’impegno politico di Giuliano Bignasca. Tuttavia il primo programma politico senza il ‘leader maximo’ è palesemente meno orientato alla socialità, e dedica più capitoli agli argomenti di competenza dei Dipartimenti diretti dai due uscenti, Territorio (Zali) e Istituzioni (Norman Gobbi). I punti del decalogo 2011 nel frattempo “esauriti” perché respinti dal popolo – tredicesima Avs, sgravi fiscali e cassa malati pubblica – hanno “ceduto il passo” ad altre priorità politiche, particolarmente ‘green’ (leggi a lato). Così nel decalogo dell’era Zali-Gobbi si legge “recupero dei disoccupati e di chi beneficia dell’assistenza sociale”, e il capitolo che tocca le fasce socialmente ed economicamente più in difficoltà della popolazione è liquidato. Facciamo un confronto sul resto.

Il primo punto rimane lo stesso: “Lavoro per i ticinesi” (2011); “tutelare il lavoro dei ticinesi” (2015). Sempre nello stesso ambito, quattro anni fa si puntava a limitare a 35mila i frontalieri. Nel decalogo 2015 la parola “frontaliere” non trova nemmeno più spazio nei titoli (uella!), ma è sparpagliata qua e là come causa di svariati mali (disoccupazione, pressione sui salari, traffico, usurpazione del territorio). Al capitolo “lavoro” si trovava pure, nel decalogo 2011, l’esortazione a stanziare 50 milioni l’anno “per la promozione di quello giovanile”, sostituita dalla volontà di “difendere ciò che rimane della piazza finanziaria” (2015).

Per quanto concerne invece l’ambito della sicurezza, nel 2011 le questioni erano due: “Potenziamento del personale doganale; tutti i valichi devono essere costantemente presidiati”; “espulsione certa per gli stranieri che delinquono o che abusano delle prestazioni sociali e stop alle naturalizzazioni facili”. Due punti confermati (ed estesi) nel nuovo programma: “Garantire la sicurezza dei cittadini ticinesi”; “stranieri, identità e lotta agli abusi”. Ma nel 2011 c’era pure un terzo aspetto che concerneva il Dipartimento delle istituzioni: “Dimezzare le leggi cantonali; le prime due leggi da eliminare: Minergie ed Esercizi pubblici. Ridurre i tribunali, a partire dal Tram”. Se l’articolo è stato depennato dal nuovo decalogo non è un caso: Gobbi non si è di certo schierato per l’abolizione del Tram, e Zali non ha nessun motivo per cancellare gli incentivi per la realizzazione di impianti a basso consumo energetico. Il partito di maggioranza relativo in governo, nel decalogo pubblicato domenica sul ‘Mattino’, inserisce poi un generale “impegno in favore delle finanze cantonali”. Tra il resto, la Lega rivendica a Berna una “più equa ripartizione delle risorse”. Nei rapporti con la Confederazione e con l’Italia, si dice pronta “al blocco dei ristorni qualora fosse necessario”. Un tono più ‘politically correct’ dello “Stop immediato dei riversamenti delle imposte dei frontalieri” targato 2011.