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Rassegna stampa

Gli ambientalisti disorientati - 1 febbraio 2015

Scetticismo e giustificazioni tra gli ecologisti svizzeri Le reazioni

Gli ambientalisti disorientati: “Inusuale quanto successo” “Ogni sezione è autonoma”

o.r. (Il Caffé del 1 febbraio 2015)

Una bizzarria. Senza entrare nel merito dei tatticismi politici ticinesi, la presidente dei Verdi ginevrini Lisa Mazzone definisce come “poco usuale” la visita del ministro Claudio Zali all’assemblea degli ambientalisti. “Non conosco i meccanismi che ci sono all’interno della politica ticinese - continua Mazzone - e nemmeno voglio immischiarmene. Ma è per lo meno strano quanto successo”.

E a pensarla così sono in molti, visto che per ammissione stessa di Zali quello degli ecologisti è stato un esplicito invito. Per i meriti che il responsabile del dipartimento del Territorio ha raccolto sulfronte ambientale. Una tesi che non tutti si sentono di sposare. Già da qualche tempo le scelte dei verdi ticinesi hanno sollevato qualche dubbio, smorzato però nel nome dell’autonomia delle singole sezioni cantonali.

“Non me la sento di criticare i miei colleghi ticinesi - dice al Caffè il consigliere nazionale dei Verdi Christian Van Singer -. Il nostro non è un partito stalinista e al suo interno ci sono molte posizioni che ne fanno la ricchezza. Ogni cantone ha le sue peculiarità ed è giusto che la strategia politica le segua”.

Del resto i Verdi in Ticino per il momento non hanno abbastanza forza elettorale per poter ottenere dei risultati senza stringere alleanze su obiettivi specifici. E magari anche con politici che sulla carta hanno poco o nulla da spartire con loro.

“Il ministro Zali ha dato recentemente prova di avere anche un’anima ecologista - continua Van Singer -. È buona cosa quindi che la sezione ticinese l’abbia invitato ad uno dei suoi appuntamenti. Nessuno può pensare di mandare avanti delle proposte da solo. In democrazia funziona così”.

Qualche fastidio in più si percepisce invece in Svizzera tedesca, dove alcune posizioni degli ambientalisti ticinesi sono viste con un certa insofferenza. “Quella dei Verdi è una federazione e ogni sezione ha libertà di espressione risponde la presidente dei Verdi zurighese Marionna Schlatter-Schmid Dobbiamo rispettare le idee di tutti, anche se certe esternazioni possono sembrare un po’ fuori luogo”.

Più comprensione traspare invece dal Vallese. “La situazione del mercato del lavoro ticinese è particolare - afferma Jean-Pascal Fournier, presidente dei Verdi vallesani -, e ci sono dinamiche uniche in molti settori. Credo che in quel contesto le posizioni dei miei colleghi siano comprensibili. Anche se stiamo cercando di trovare una linea comune per tutta la Svizzera, su alcuni temi è giusto che a decidere siano le sezioni cantonali”.