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Rassegna stampa

La strana coppia "ecopopulista" - 1 febbraio 2015

La strana coppia“ecopopulista” fa il pieno di critiche e diffidenza

Il ministro leghista e il leader deiVerdi messi all’indice da destra e sinistra
CLEMENTE MAZZETTA (Il Caffé del 1 febbraio 2015)

Claudio Zali e Sergio Savoia, la strana coppia, il “nuovo” che avanza a spese del leghismo e dell’ambientalismo doc.“Savoia sta creando il partito del 9 febbraio, intende profilarsi come difensore del popolo ticinese, tema tipicamente leghista - dice Carlo Lepori, vicepresidente del Ps - . Per questo gli fa comodo un leghista come Zali che sul tema del traffico ha capito, per intelligenza, che le prime misure da attuare sono quelle volte a diminuire il numero di veicoli per strada”. Tenendo nel mirino in particolare quelli dei frontalieri, Zali dunque come “utile strumento” in mano a Savoia per accreditarsi fra il leghisti come il leader del “partito del 9 febbraio”. Leader di un movimento “eco-populista”, per uscire dal recinto dell’ambientalismo. “Savoia è l’apprendista stregone che aspira a diventare il nuovo ‘Nano Bignasca verde’ del Ticino con il suo partito post-ecologico”, aggiunge Sergio Roic, esponente socialista, che già in passato aveva fiutato gli avvicinamenti tattici fra Verdi e leghisti.

È certo: l’alleanza fra i due, dopo l’ultima assemblea degli ambientalisti con Zali che dichiara di non nutrire preclusioni “ad avere un ideologo verde che mi dica come muovermi come ministro dell’ambiente”, apre nuovi scenari. Intanto, stanno cambiando i rapporti interni dei due movimenti, che una logica elettorale, e la loro storia, vedrebbe contrapposti. Mentre il sindaco leghista di Lugano Marco Borradori invita all’unità, “evitate di strizzare l’occhio agli altri partiti”, l’altro ministro, Norman Gobbi, è stato visto alla festa dell’Udc, ex-alleata della Lega. “Con la svolta nazional-popolare compiuta per ampliare la propria base elettorale, Savoia sta giocando la sua ultima carta per arrivare in governo - sostiene Pierre Rusconi, consigliere nazionale Udc -. Rimanere nel recinto ambientalista, intellettualmente elitario ed espropriato dal tema nucleare, significherebbe per lui marciare sul posto. Non vestirei invece di troppe interpretazioni le dichiarazioni di Zali: solo una battuta di cortesia. Il problema di Zali è piuttosto di non aver indossato ancora la giacca da ministro, continua a vestire la toga da giudice”. Partito del 9 febbraio, svolta nazional popolare, partito eco-populista, post-ambientalista: tutti nomi che cercano di rappresentare il nuovo volto dei Verdi, anche se per Nicola Pini (candidato Plrt per il governo) questo tendersi la mano tra Savoia e Zali non avrebbe il respiro per una politica di lungo periodo. “Mi pare che tutto si riduca ad alleanze che puzzano di opportunismo elettorale”, conclude Pini, osservando che si cerca di mascherare d’ambientalismo obiettivi più prosaici come far cassa sui posteggi.

“La politica che stanno facendo i Verdi ha ben poco a che vedere con gli ideali ambientali sostiene Fiorenzo Dadò, capogruppo parlamentare ppd -. Oggi il vero ambientalismo è rappresentato da persone come Ivo Durisch. I Verdi con Savoia stanno facendo altre battaglie, hanno perso Greta Gysin, dialogano con Zali...”. Quanto alla Lega non si sarebbe in presenza di una conversione verde: “Lo sport preferito di Zali è il rally, non certo la difesa dei prati in fiore”chiosa ironico Dadò. Detto più brutalmente l’intesa fra i due obbedisce solo ad un’ interesse elettorale: “Convenienza che è fondata sul fatto che Zali vuole rimanere in governo, Savoia vuole arrivarci”, osservaDadò. Ma a chi conviene questo “incontro” d’interesse? Per Rusconi il vantaggio sarebbe di Savoia. Per Roic invece a guadagnarci è Zali: “Oggi lui sembra più verde dei Verdi. Sta assumendo l’immagine del leghista che sa occuparsi del territorio in termini ambientali”.

Zali, da poco più di un anno in governo, ha bisogno di profilarsi, di atteggiarsi a difensore del territorio, sostiene Dadò: “Quello che ha fatto è il minimo che un direttore del dipartimento del Territorio potesse fare. Le sue proposte di tassare i posteggi sono state vendute come scelte ambientaliste, ma sono in realtà prelievi fiscali”. Per ora sospesi, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Q@clem_mazzetta