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Rassegna stampa

I profughi a Chiasso senza pregiudizi - 30 gennaio 2015

I profughi a Chiasso senza pregiudizi

Davide Dosi (Corriere del Ticino del 30 gennaio 2015)

Un grande allenatore tuttora in attività lo definirebbe il «rumore dei nemici»: ossia quel vociferare, ammiccare, accennare per insinuare il dubbio, creare problemi laddove non ce ne sono, mettere in allarme la popolazione.

Mi riferisco a un articolo apparso di recente su questo giornale che riporta voci su non meglio precisati blog circa il futuro della convivenza fra Chiasso e i richiedenti l’asilo. Un articolo che dà risalto a voci e mugugni espressi qua e là nel web e accenna a possibili problematiche che forse potrebbero sorgere nel caso in cui.

Insomma, un avvertimento, un’ammonizione, una messa in guardia rispetto a qualcosa che potrebbe succedere, ma che potrebbe anche non verificarsi. E che non mi trova d’accordo. Nessuno può negare che a Chiasso ci siano (stati) problemi con i richiedenti l’asilo, soprattutto in tempi recenti a seguito delle crisi siriane, egiziane, libiche.

Ma la nostra cittadina e la sua popolazione hanno da sempre dimostrato di essere ben disposte verso i richiedenti l’asilo e li hanno accolti e ospitati con generosità. Basta girare per le strade e chiedere alle persone (e non ai blog) per rendersene conto. In questo senso, nell’ultimo decennio molto è stato fatto per favorire una sana convivenza con il centro di via Motta: basti pensare al progetto voluto dalla sinistra chiassese e volto a impiegare i richiedenti l’asilo in lavori di pubblica utilità. Un progetto inizialmente inviso a molti e che ora, promosso dalla Confederazione, è stato esportato anche in altri comuni, favorendo una migliore comprensione fra individui e garantendo forza lavoro supplementare ai comuni.

La verità quindi è che Chiasso vivrà la ristrutturazione del centro senza pregiudizi e senza dare ascolto alle cassandre provenienti da blog e social media. E come sempre affronterà le situazioni che si presenteranno con pazienza ed equilibrio. Perché la sua popolazione è abituata a stare al fronte del mondo reale, e non virtuale.

 

Davide Dosi, presidente e consigliere comunale Unità socialista Chiasso