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Rassegna stampa

Tirami su e savoiardi - 29 gennaio 2015

(Matteo Caratti - La regione del 29 gennaio 2015)

Il fattore ‘S&Z’ (esse come Savoia, zeta come Zali) rimasto confinato nelle simpatie fra il Mattino e il capo indiscusso dei Verdi, è emerso sabato in tutta la sua evidenza, allorquando il capo del Dipartimento del territorio Zali, si è materializzato all’assemblea dei Verdi esternando. Ma guarda! Una presenza insolita che ha suscitato qualche interrogativo. Ad esempio: chissà se il fattore S&Z potrebbe fare la differenza alle prossime elezioni cantonali? Ovvero savoiardi e tirami su (i voti)?

Chi minimizza sostiene che Savoia ha già fatto il pieno di voti la scorsa volta, che ha già dimostrato quanto vale percentualmente come ex socialista tintosi di verde e amico dei panda Wwf. Quindi il suo potenziale, inteso soprattutto come voti di lista, è destinato a rimanere più o meno quello: con o senza Denti. Sarà, ma chi sa quanto sia difficile in politica fare i conti, quando alla fin fine i voti li si deve contare uno per uno, ovvero Marco Borradori, intervenendo domenica al raduno della Lega, ha ammonito i suoi (in primis Zali): attenzione a non disperdere voti. Soprattutto, aggiungiamo noi, ora che non c’è più il Nano con la sua anarchia-simpatia pigliavoti; ora che la Lega non ha più Supermarco in lista, e ora c’è anche la rompiscatole Lega Sud Ticino al traino del crepuscolare Senatùr Umberto.

Ma le carte sono ormai in tavola e le alleanze strette: in concreto a cosa punta Zali? A segnare due gol: uno, la sua (ri)elezione in Consiglio di Stato (se poi ci sta anche quella di Gobbi…); e, due, a favorire al massimo l’ingresso nell’esecutivo di Savoia, cosa che il ministro ha molto esplicitamente detto affermando di vedere bene un verde a Palazzo. Non è un caso che da qualche tempo l’ex giudice si sia dato una spruzzatina di verde (vedi lotta ai posteggi). Iniziativa che Zali sa bene avergli portato consenso nel Mendrisiotto. È riuscito a coalizzare quelli che mal sopportano il viavai quotidiano di decine e decine di migliaia di auto dei frontalieri (e quello dei frontalieri medesimi), con chi qui risiede e vorrebbe semplicemente riuscire a spostarsi con maggiore agio. Il leghista che fa l’ecologista, cerca insomma di mettere un freno nel caos lasciato crescere per anni dal collega di partito e dipartimento Marco Borradori. Ma questo nessuno lo ricorda, perché in tanti erano d’accordo! E, va pur detto, il leghista Zali riesce bene a travestirsi da verde, mentre chi si è preoccupato dell’ambiente sino a ieri in seno al Plr, non si fa praticamente più sentire… Anzi, se vuole tutelare l’ambiente, è costretto a aderire ad associazioni esterne all’ex partitone, come nel caso del no al raddoppio del Gottardo. Insomma, Zali, presentandosi agli ecologisti, sa di avere buone possibilità di catalizzare consensi savoiardi. In cambio potrebbe garantirsi un verde amico, pronto a fare il leghista/populista in governo e quindi a spalleggiarlo.

La domanda, alla quale però nessuno è in grado di rispondere, è: se Savoia decolla a tal punto da riuscire a essere eletto, lo farà a scapito di chi? Di Gobbi, che tornerebbe a Quinto? E a scapito del Plr, partito che direbbe definitivamente addio al suo secondo seggio? In ogni caso, con Zali e Savoia in governo, il Ticino si ritroverebbe con un esecutivo composto da 5 consiglieri di Stato di 5 partiti diversi (Lega, Plr, Ppd, Ps e Verdi), gettando di fatto il Cantone nell’ingovernabilità! Con 5 forze politiche diverse nella stanza dei bottoni sarà pressoché impossibile trovare un consenso. Tanto più che il populismo, che tiene i riflettori ben accesi e ben puntati sulla Lega e sul leader dei Verdi, va costantemente alimentato con polemiche pretestuose, sfottò, pernacchie e chi più ne ha più ne metta.