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Rassegna stampa

Forse bastava una ricola - 27 gennaio 2015

La Regione del 27 gennaio 2015

Forse, dopo aver urlato slogan ‘pro ticinesi’ e ‘anti frontalieri’ nel primo vero fine settimana elettorale, avevano giù la voce. Forse. Fatto sta che ieri i deputati della Lega non hanno proferito parola – perlomeno al microfono – quando in serata il Gran Consiglio ha affrontato un tema che si ‘lega’ a doppio filo con le questioni relative alla manodopera estera, alle (reali) occasioni di impiego per i residenti e alla mai sopita lotta tra ‘prima i nostri’ e ‘bala i ratt’. Sul tavolo dei parlamentari c’era infatti una mozione socialista che chiedeva, in sostanza, di potenziare la formazione nel campo sanitario. Una proposta semplice e giustificata dai numeri: da qui al 2020 serviranno quattrocento diplomati l’anno in questo ambito. O li si formerà all’interno dei confini ticinesi, oppure – come avviene oggi – li si andrà a cercare all’estero. Orbene, su un tema così attuale i partiti hanno detto la loro. Chi sottolineando le opportunità insite nel sanitario, chi ricordando come questi impieghi possono essere ‘ad alto valore aggiunto’ e via dicendo. La Lega, autoproclamatasi paladina dei ‘local’, ha invece taciuto. Forse avevano giù la voce. O forse no, dato che, mentre il direttore del Dss Paolo Beltraminelli forniva cifre sulla tematica (che trovate nell’articolo qui accanto), il cicaleggio dei granconsiglieri di via Monte Boglia si faceva via via più forte. Quanti di loro hanno seguito il dibattito? Pochi, se non nessuno. Tutti, per contro, hanno votato la mozione. Perché, va bene tutto, ma non si può fare la figura degli incoerenti.