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Rassegna stampa

Dignità umana - 27 gennaio 2015

di Jacques Ducry, avvocato (La Regione del 27 gennaio 2015)

Oggi l’umanità ricorda la liberazione, avvenuta settant’anni orsono da parte dell’esercito sovietico, del ‘campo’ di concentramento di Auschwitz-Birkenau, dove furono sterminati, in poco meno di tre anni, quasi un milione e mezzo di ebrei; condividiamo quindi la ‘Giornata della Memoria’. Questa importante ricorrenza permette ai cittadini, con il ruolo fondamentale dei media, di riflettere e discutere non solo su quanto accaduto ma, soprattutto, su quanto accade di simile oggi, in varie parti del mondo, in varie forme. La repressione, anche tramite l’assassinio, della persona ‘diversa’ per origine, razza, religione o altre caratteristiche personali, non è mai cessata, seppure in ‘chiave minore’, rispetto agli orrori avvenuti prima e durante la Seconda guerra mondiale.

Ricordare e onorare, non solo nella forma ma soprattutto nella sostanza, le vittime dell’olocausto non è sufficiente: è indispensabile che ognuno, indipendentemente dal proprio ruolo nella società, eviti comportamenti che possano favorire il ripetersi di quella tragedia, ma soprattutto eviti di istigare odio verso chi la pensa e chi si comporta diversamente.

La dignità umana è inviolabile, lo ricorda la Costituzione della Repubblica e Cantone Ticino come pure altre ‘Magnae Chartae’ e vari trattati internazionali. Gli Stati devono dotarsi di strumenti legislativi che la garantiscano, che reprimano, anche a livello penale, chi la calpesta scientemente o per negligenza, con comportamenti attivi e pure per omissione. Alcuni strumenti sono a volte già presenti ma devono essere rafforzati per impedire chi manipola le coscienze e istiga all’odio, sfruttando crassamente l’indigenza sempre maggiore di molti cittadini, di ghettizzare persone o gruppi di persone, creando così nelle popolazioni fossati sempre più incolmabili, favorendo pure le guerre di ‘religione’, l’ascesa di partiti neonazisti e neofascisti, intaccando così l’essenza della convivenza civile, vuotando la democrazia del proprio ruolo sostanziale.

Chi detiene il potere, sia politico sia finanziario, deve operare per il bene comune, in primis per togliere dall’indigenza quelle fasce di popolazione che sempre più si affidano a demagoghi e populisti, illudendosi di uscirne facilmente, anche contrapponendo il proprio passaporto a quello altrui. I nazionalismi hanno creato solo disastri umani, la nascita e l’evoluzione del nazionalsocialismo ne è la dimostrazione più lampante.

Il potere della finanza, anche internazionale, il facile profitto, l’evasione e la frode fiscale, la corruzione, la chiusura delle frontiere incrementano il fossato fra ricchi e poveri con conseguenze devastanti per la coesione sociale, sulla rispettosa convivenza di etnie diverse, di religioni diverse, di pensieri diversi. La politica deve ritrovare il suo primato nell’interesse pubblico ridistribuendo equamente la ricchezza creata da tutti, anche da più indigenti, poiché nessuno ha scelto d’esserlo.

I valori a noi cari, di secolare memoria, libertà, uguaglianza e fratellanza, traducibili oggi in quelli indelebili di ‘Giustizia e Libertà’, devono essere concretizzati quotidianamente a scuola, in famiglia, nei rapporti con il prossimo, nelle leggi e regolamenti, fra gli Stati (e le nazioni), fra le religioni: solo gli ordinamenti istituzionali laici possono garantirli proprio per evitare il ripetersi di tragedie personali e collettive, di recente e lontana memoria.

Le autorità cantonali ticinesi invitano oggi, giustamente, a ricordare ‘le origini del male’, ricordiamole tutti i giorni affinché i comportamenti singoli e collettivi non violino, anche nel nostro ‘microcosmo’, le vittime morali e fisiche dell’usurpazione dei principi e dei valori ricordati.

La ‘Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo’ è il testo etico-giuridico-politico più importante al mondo: ognuno di noi deve indignarsi a ogni sua micro o macro violazione, senza rifugiarsi in silenzi compiacenti, anche sotto il ‘peso’ della dipendenza economica, così da favorire l’indifferenza delle coscienze. La dignità della memoria è inviolabile, la dignità umana lo deve essere senza tregua!