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Rassegna stampa

Le capriole della Lega_3 - 25 gennaio 2015

Per ottenere consensi e voti il martellare incessante delle minacce

ANGELINO NEGRI (Il Caffé del 25 gennaio 2015)

Non sono solo le spettacolari capriole a caratterizzare la politica della Lega. No, c’è anche il fuoco di fila quasi settimanale di minacce proferite per mostrare i muscoli e far colpo “sulla gente”, ridotte poi al livello di volgari smargiassate.

“La gazzarra televisiva, il linguaggio forte che non piace ai fighetti delle redazioni ticinesi, gli insulti e lo stile Nanozapata è proprio il segno della ‘rimascolizzazione’ della politica. Correndo dietro all’elettorato femminile e avendo paura delle lamette di rasoio e dei coltelli da cucina agitati dalle femministe frigide ed in cerca d’orgasmo, i Partiti si sono travestiti e ci hanno preso per il de drio”. È il pensiero che Giuliano Bignasca esprime sul Mattino del 20 febbraio 1994. Volgarità e assoluta mancanza di rispetto delle donne!

Ma la gazzarra televisiva ai leghisti non basta. Bisogna passare a minacce ben più pesanti. Tanto pesanti da far sorgere parecchie perplessità sul silenzio sotto cui la magistratura le ha passate. Vediamone alcune.

Giuliano Bignasca, 6 agosto 1995. Sotto il titolo “Riprendiamo il piccone” si legge: “Siamo pronti a trasformare il Ticino come la Corsica e i Paesi Baschi! Popolo leghista, riprendiamo in mano il piccone, in marcia, la nostra rivoluzione continua!”

Minacce ben più forti quelle che il presidente della Lega lancia l’8 novembre 1998. Parla del nuovo trattato italo-svizzero in materia di assistenza giudiziaria che, se verrà applicato in contrasto con il Bignasca pensiero, “sotto il culo di Arndold Koller accenderemo un bidone di cherosene. Boom! Uno sotto il culo di Koller e uno sotto quello della sua fida scudiera e suggeritrice Carla Del Ponte, procuratrice generale della Confederazione. Boom! Terremo inoltre in serbo altri bidoni di cherosene per incendiare il culo a tutti, procuratori e magistrati ticinesi in genere, che si metteranno in testa di applicare il nuovo trattato. Ci mettiamo con le mitragliatrici davanti alle banche e ai magistrati italiani che pensano di venire a dettare legge in Ticino, gli mettiamo non il cherosene ma il tritolo sotto il culo!!!”.

Ma non c’è limite al peggio. Il 15 luglio 2007 è ancora Bignasca ad annunciare l’intenzione di creare “una polizia privata: la Milizia della Lega!!”. E due mesi dopo, il 16 settembre 2007, lancia l’appello: “Difendiamoci! Milizia della Lega, è l’ora dell’arruolamento!” Poi è un crescendo di minacce. “Il nostro Cantone dovrà procurarsi uno statuto speciale!!” E che “nessuno Konsigliere federale si sogni di varcare il Gottardo perché lo accogliamo col fucile a trombone del nonno!! Qui se vogliamo farci rispettare dobbiamo fare come l’Eta!!!” (30 agosto 2009).

Lo stesso giorno il Mattino pubblica, sottoforma di annuncio: “È l’ora di agire! La Lega dei Ticinesi sta costituendo un corpo paramilitare popolare per difendere gli interessi del Ticino!! Interessati - cittadini svizzeri dai 18 ai 65 anni - annunciarsi scrivendo a: info@mattinonline.ch”. (3 - continua)