...è ora di svegliarsi

Cerca nel sito

Iscrizione Newsletter

Seguici su Facebook !

Rassegna stampa

Politica e sessismo - 16 gennaio 2015

di Lisa Boscolo e Andrea Ghisletta, Gioventù Socialista (La Regione del 16 gennaio 2015)

Le polemiche degli scorsi giorni hanno dimostrato quanto il sessismo sia ancora radicato nella nostra società, e, purtroppo, anche la politica ne è coinvolta.

La politica, sempre più incline allo spettacolo piuttosto che ai fatti concreti, ne è anzi uno spiacevole megafono. La campagna elettorale è ormai iniziata, e con essa sono giunti nuovi volti, maschili e femminili. In essi rimettiamo speranze e aspettative, vogliamo scoprirne le competenze e le sensibilità, capire chi può rappresentarci al meglio. Nel dubbio e nell’impazienza, l’attenzione dell’elettorato può purtroppo ricadere sull’apparenza, che come sappiamo spesso inganna. Si dà peso all’aspetto esteriore, lo si commenta e si selezionano i candidati per bellezza. E questo vale in particolare per le donne. Donne che vengono giudicate per l’aspetto, come se partecipassero a un concorso di bellezza, piuttosto che per le loro idee. Donne che diventano oggetto, piuttosto che cittadine pronte a mettersi a disposizione della cosa pubblica.

Questa aggressione gratuita è un insulto al lungo percorso d’emancipazione femminile, che è, per necessità, tuttora in corso.

Ma in politica il sessismo non finisce qui, vi sono aspetti controversi lasciati in ombra e denunciati raramente, poiché difficilmente dimostrabili. Si assiste infatti spesso e volentieri ad una amara strumentalizzazione dell’immagine femminile, da parte di chi le liste le crea, consapevole del meccanismo sopracitato. Donne di bella presenza messe in lista per raccogliere consensi, e magari per far eleggere un uomo di spicco. Donne utilizzate come contorno.

Questa ingiusta strumentalizzazione è un enorme ostacolo all’emancipazione femminile e pertanto va aspramente denunciata. Le candidate hanno il diritto di essere competenti, libere e protagoniste, indipendentemente dal proprio aspetto. Se vogliamo parlare di donne e vederle attive in politica, allora impegniamoci a dar loro il nostro giudizio in base alle competenze, all’impegno e alle idee.

E rispecchiamo queste intenzioni nella vita quotidiana con fatti concreti. Combattiamo le disparità salariali, la violenza sulle donne, lo sfruttamento pubblicitario del loro corpo. Facciamolo ad esempio appoggiando congedi parentali adeguati, promuovendo la conciliazione famiglia-lavoro con mense e doposcuola oppure ancora introducendo il principio di uguaglianza nella legge sugli impianti pubblicitari.

Solamente così si potrà ovviare alla carenza di donne in politica e nelle alte sfere decisionali. Soltanto così potremo raggiungere davvero la parità tra i sessi. Soltanto così, ovvero riconoscendo le capacità piuttosto che l’apparenza!